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"Quando
le due locomotive partirono, una contro l'altra, penso viaggiassero a
circa 80 km orari". Così ricordava quel giorno Frank Barnes, in una intervista
del 1950. "Erano due belle locomotive, di circa 30 tonnellate ciascuna,
ma la Katy stava per mettere in funzione le nuove macchine da 60 tonnellate
…"
Siamo
in Texas, alla fine del secolo scorso, e la Katy è una compagnia ferroviaria,
della quale un certo William Crush è un agente che ne promuove i servizi.
E' Crush che ha l'idea e Frank Barnes, allora giovane ingegnere meccanico
appena assunto dalla Katy, partecipa alla messa a punto dell'evento.
L'idea di Crush, scaturita mesi prima, è la seguente: per promuovere il
marchio della Katy si potrebbe organizzare ciò che ogni passeggero si
augura che non avvenga mai, ovvero uno scontro frontale fra due treni.
Per quale ragione un gigantesco incidente ferroviario possa funzionare
come promozione di una compagnia ferroviaria resta un irrisolto interrogativo.
Almeno secondo odierne sensibilità, anche se non si capisce quali possano
essere le differenze con un secolo fa. Se guardiamo al successo di pubblico,
però, Crush ha ragione.
L'annuncio della data del grande scontro viene dato con alcuni mesi di
anticipo e la corsa a partecipare allo spettacolo è frenetica. Decine
di migliaia di persone vogliono raggiungere la piana di Waco, il luogo,
deserto, ove i binari per le due locomotive sono stati posati. Nella zona
sorge, dal nulla, una specie di cittadina della quale, pochi giorni dopo
l'evento, resteranno poche tracce. Si costruiscono palizzate e gradinate
in legno; sedie di legno occupano - come un grande cinema all'aperto -
i prati gialli e gli spazi terrosi che seguono le rotaie.
Il 15 settembre sono circa 50 mila le persone pronte ad assistere allo
scontro frontale. Non ci sono biglietti da pagare e la stessa compagnia
Katy garantisce che anche i costi di cibo e bevande sono controllati.
C'è un biglietto che si paga ed è quello di un posto sulle decine di treni
che portano a Waco gli spettatori. Costa 5 dollari per qualunque tragitto
in territorio texano.
Qualche centinaio di spettatori arriva dal resto del paese. Alle 5 del
pomeriggio del 15 settembre le due locomotive sono pronte a partire, ognuna
con qualche vagone al seguito. Distano circa sei km una dall'altra, caldaie
sotto la massima pressione, macchinisti pronti a lanciarle e ad abbandonarle
al loro destino.
Ancora dalle memorie di Frank Barnes: "Le due macchine erano in condizioni
perfette; le avevamo preparate e controllate con grande precisione. Ma
Mr. Crush non volle correre rischi e fece predisporre anche una terza
locomotiva nel caso una delle due avesse avuto qualche problema".
Una locomotiva è dipinta di rosso con bordature verdi; l'altra all'opposto,
tutta verde con strisce rosse. Sollevando violenti getti di fumo nero
le due macchine si mettono in moto e percorrono i 3 km che le dividono.
Passano un paio di minuti e le sessanta tonnellate di ferro si schiantano
con un boato incredibile.
Solo grande emozione ed entusiasmi finali? No, le cose non vanno così.
Le conseguenze dell'impatto non sono state calcolate a dovere; una delle
due caldaie esplode come una bomba, aggiungendo una energia poderosa a
quella già sviluppata dall'impatto. Centinaia di pezzi di lamiera si proiettano
a raggiera nello spazio circostante. Le cifre non sono note con precisione,
ma il bilancio è pesante: una decina di persone muoiono all'istante e
i feriti gravi sono più di cento.
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Due
immagini testimoniano l'evento. In una è colto l'istante finale: si vedono
bene alcuni vagoni e un'ampia zona opaca segnata da schegge in volo, probabile
testimonianza dell'esplosione della caldaia. In un'altra immagine, dopo
la catastrofe, la gente è in posa intorno alle carcasse.
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