Rawa: la guerra delle donne afghane


Afghanistan

Dal Libro dei Fatti 1999 della Cia

Indipendenza dal controllo inglese: 19 agosto 1919
Costituzione: nessuna
Suffragio: indeterminato, per lo più uomini tra i 15 e i 50 anni
Potere esecutivo: il 27 settembre 1996 i l Governo in carica venne destituito dal Movimento Taliban Islamico; da allora non esiste governo centrale e il paese è diviso tra fazioni in guerra; i Taliban si sono autodichiarati Governo legittimo del Paese; le Nazioni Unite hanno differito la decisione del riconoscimento e i Paesi della Conferenza Islamica hanno lasciato vacante il posto afghano finché la questione della legittimazione non verrà risolta una volta raggiunto un accordo tra le fazioni in guerra.
Potere legislativo: vacante dal giugno 1993
Potere giudiziario: vacante dal marzo 1995, sostituito da corti locali ispirate alla Shari'a (legge islamica).

Lo stesso affollamento di notizie si ripete nella sezione On Afghan Women, che si apre con una panoramica della situazione e prosegue con interviste, testimonianze e articoli.
Ci sono poi, fra le altre sezioni, la storia di Rawa e dalla sua leader Meena, uccisa nel 1978, il punto di vista dell'associazione sulla situazione politica e sociale del Paese, canzoni patriottiche, poesie, attività sociali.

L'effetto è quello di migliaia di voci che si sovrappongo, di migliaia di volti che guardano verso il resto del mondo da una situazione disperata, in una parola: un appello.
E proprio questo è il senso di un sito che ha come scopo di far conoscere una realtà e raccogliere adesioni internazionali.
How can you help us?
è infatti l'ultima sezione.
I modi sono molteplici, dall'invio di denaro e materiale didattico all'organizzazione di seminari e incontri, alla diffusione di un opuscolo acquistandone un certo numero di copie al prezzo di 1 dollaro l'una.

Ma al di là dello scopo per cui è stato creato, un sito come questo ne raggiunge indirettamente un altro, che è quello di farci riflettere sul ruolo che hanno oggi i mezzi di informazione e sul nostro modo di fruirne, di selezionare quello che ci interessa e di farci o meno coinvolgere.
E a chi lavora nell'informazione, pone anche l'interrogativo di come trasmetterla e confezionarla.
Si possono usare titoli e immagini di grande effetto per catturare l'attenzione, con il rischio di fare anche delle guerre un grande spettacolo che viene dimenticato appena non occupa più le prime pagine dei giornali, e si corre il rischio opposto di edulcorare qualsiasi realtà con una veste grafica allettante.
Le immagini che vedete in queste pagine sono tratte da Rawa, ma - per quanto discutibile anche questa scelta - non sono certo tra le più crude che vi compaiono.

Un altro sito da consultare sulla realtà afghana è Echo of Islam, che contiene una breve storia del Paese, i rapporti degli osservatori delle violazioni dei diritti umani e una grossa sezione dedicata alle donne, in cui troverete anche i link alla Kurdish Women's Union (KWU) e alla Iraqui Women's Net

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