L'Italia torna sul luogo del delitto:
I catechismi del fascismo

 
Le citazioni provengono da una serie di documenti ufficiali del regime fascista (alcuni dei quali a firma dello stesso Mussolini) raccolti nel volume Credere, obbedire, combattere. I catechismi del fascismo, uscito da Stampa alternativa nel gennaio 1999 e accompagnato da un saggio critico di Carlo Galeotti (nel libro è stato inserito un articolo dello scrittore Aldo Nove, comparso su "l'Unità" in occasione di una precedente edizione).

È fedele servitore del Fascismo ogni fascista che si considera soldato anche se non indossa il grigio verde; soldato anche quando lavora nell'ufficio, nelle officine, nei cantieri, o nei campi; soldato legato a tutto il resto dell'esercito". (p. 21).

Non si arriva alla potenza senza una solida disciplina interna, senza la collaborazione intelligente, razionale, quotidiana di tutte le ener-gie. Soltanto così la Nazione apparirà come un esercito solo, inquadrato, saldo, sereno e silenzioso.(p. 25).

Quando in genere si parla di razza, si allude a una realtà biologica, ossia a un gruppo umano, i cui individui presentano un insieme di caratteri simili, come il colore della pelle, la forma del cranio, il tipo della capigliatura ecc. La razza è costituita e delimitata dalla eredità costante di quei caratteri, che la distinguono da tutte le altre. Però oltre a ereditare i caratteri fisici, o biologici, si ereditano, nella razza, anche i caratteri morali, ossia quell'insieme di istinti, di inclinazioni, di attitudini, di doti che compongono la personalità umana. (…) L'evidente inferiorità di alcune razze, e specialmente di quella che si è convenuto di chiamare negroide, viene attribuita a una decadenza progressiva nel corso di lunghissimi periodi di tempo. (pp. 145-146).

S'intende per nazione il complesso di quegli individui di una stessa razza, che, essendosi stabilito su un determinato territorio, vi ha svolto la sua vita storica, politica e spirituale, realizzando una unità d'intenti e di azione, superiore per energia e per durata a ogni possibilità di disgregazione. Se sul territorio di una nazione vivono individui di razza diversa da quella della grande maggioranza, essi non appartengono alla nazione che li ospita.(...) L'amore di Patria è anche un atto di fedeltà alla razza, perché chi ama veramente la propria Patria vorràche in essa si mantenga pura l'eredità dello spirito e del sangue. (p. 152) Gli ebrei, anche se nati in Italia, non appartengono alla razza italiana. Essi rappresentano l'unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia perché è costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo ssoluto da quelli che hanno dato origine agli Italiani. (p.136)

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