L'Italia torna sul luogo del delitto
di Giorgio Dalverno

Italia in guerra a fianco della Nato? Non sarebbe meglio lasciar perdere, tenuto conto di com'è andata l'ultima volta?
Mentre la giusta indignazione nei confronti della pulizia etnica scatenata da Milosevic in Kossovo viene usata per giustificare la nostra partecipazione al conflitto balcanico, nessuno sembra ricordare che, sessant'anni fa, l'esercito italiano si fece vivo da quelle parti per estendere l'impero fascista e affermare il diritto di conquista della razza ariana… Non fa impressione questo nostro tornare sul luogo del delitto, sia pure dopo tanto tempo e adducendo motivi umanitari?
E ancora: ammesso che nel caso attuale bene e male siano chiaramente distinguibili come sostengono i media, la logica della guerra non si sta ancora una volta rivelando tale per cui i metodi che i "buoni" adottano per vincere somigliano terribilmente a quelli dei "cattivi"? Insomma: il fine giustifica i mezzi, ma i mezzi giustificano il fine?
Per alimentare questi dubbi soprattutto nella testa dei giovani, che non hanno memoria storica dell'ultima impresa bellica alla quale ha partecipato il nostro paese, ci sembra utile offrire loro alcuni materiali.

In primo luogo, suggeriamo la lettura di qualche brano tratto dai catechismi del fascismo, pubblicati recentemente da Stampa Alternativa: un ottimo esempio di come esaltazione nazionalista e razzismo contribuiscano in eguale misura ad alimentare l'orrore della pulizia etnica.


E, per completare la vaccinazione, invitiamo a un breve percorso attraverso alcuni siti dedicati alla storia di armi, corpi militari e imprese belliche: è un miscuglio di pagine dichiaratamente "nostalgiche" e di pagine "critiche", ma la tronfia retorica delle prime ci sembra un farmaco ancora più efficace.