Storia naturale dei videogiochi - pagina 2
L'era Atari

 
1977 Primo crollo dei videogiochi (la cosiddetta "peste dell'hardware")
Gli scaffali dei negozi si infestano di cloni di Pong per uso casalingo dei quali ci si disfa poi con altrettanta rapidità, svendendoli a prezzi di fallimento. La Fairchild e la RCA si estinguono come fabbricanti di console per uso domestico. I produttori di cloni spariscono. Sopravvive l'Atari.
Space Invaders

Asteroids
1978 Atari VCS (2600). Viene venduto con controller a manopola e joystick e la venerabile cartuccia di Combat. Centinaia di migliaia di camerette riecheggíano degli arpeggi di Breakout.

Per competere con l'Atari VCS, la Magnavox fa uscire Odyssey 2.

L'Atari 400 e l'Atari 800 vengono presentati a un pubblico poco convinto.
1979 Quattro ex programmatori dell'Atari fondano la Activision, prima azienda di software per videogiochi. Activision non produce hardware, ma solo cartucce, e prospera come parassita simbiotico dell'Atari 2600 e delle piattaforme successive.

La quantità annuale di nuovi titoli su cartucce inizia a raddoppiare, dalle poche decine di quest'anno ai cinquecento del 1983.
Battlezone

Defender

Missile Command

Pac-Man

Tempest

1980 Intellivision della Mattel
 
Frogger

Centipede
1981 Nintendo e Sega iniziano a esportare giochi da sala negli Stati Uniti.

Il "New England Journal of Medicine" riporta un caso di "crampo alla mano da Space Invaders".
Donkey Kong

Q*Bert

Dig Dug

Tron

Zaxxon

Joust
1982 La Colecovision debutta con la sua grafica superiore, un adattatore per cartucce Atari, Zaxxon e Donkey Kong.

L'Atari 5200 (un Atari 400 meno la tastiera) affonda, perché incapace di usare le cartucce dell'Atari 2600.

Vectrex della Milton Bradley, una mini sala giochi da tavolo in stile Asteroids.

Astrocade della Bally.

Sulla base delle deboli previsioni per le vendite natalizie, gli agenti di Wall street abbandonano la nave degli investimenti collegati ai videogiochi, che sta colando a picco.
Pole Position

Punch Out

Dragon's Lair
1983 Secondo crollo dei videogiochi (la "peste del software")

Inondati da caricatori costruiti da case di software, i consumatori sono incapaci di distinguere le perle dalla feccia e prediligono i cesti delle svendite, costringendo anche i produttori di giochi di alta qualità in un circolo vizioso di sconti e perdite.

Decine di produttori di software dichiarano bancarotta e la ricerca e lo sviluppo sui videogiochi vengono congelati in una specie di sospensione criogenica.
 
1984 La Mattel vende la propria divisione elettronica. La Warner smembra l'Atari.

La Nintendo presenta in Giappone il proprio Famicon a 8 bit.
1985 L'industria dei videogiochi da casa negli Stati Uniti è virtualmente inesistente.

Segue

Return