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"All'ombra
dei cipressi e dentro l'urne confortate di pianto, è forse il sonno della
morte men duro?" si chiedeva il Foscolo (nei Sepolcri).
Non c'era Internet, che avrebbe potuto suggerire al poeta qualche modifica
alle rime: "all'ombra dei cipressi e dentro l'urne visitate dai browser,
è forse il sonno della morte men duro?"
Trova
una tomba, traduzione da Find
a grave. Web che offre, sotto un'apparente facciata banale
e un po' demenziale, alcune suggestioni di un certo spessore (senza esagerare).
Innanzitutto di cosa si tratta: è un grande archivio - non meno di un
migliaio - di personaggi famosi. Morti.
E quindi sepolti.
Da ciò deriva una semplice ed immediata domanda: dove essi riposano in
pace? Dove si trova la loro tomba? Trova una
tomba ce lo dice. E in molti casi ce la fa pure vedere.
Il web è statunitense, il che significa una prevalenza di defunti americani.
Sono comunque in numero rilevante i "sepolti" internazionali, in continua
crescita. C'è una partecipazione diffusa all'impresa, con corrispondenti
volontari da vari cimiteri o reporter funebri che si attivano durante
viaggi di vacanze.
La prima possibile considerazione è che un'impresa di tal fatta,
che è comunque un'impresa editoriale, è praticabile solo
su Internet. Ci possiamo immaginare un dossier di 300 pagine, venduto
in edicola, intitolato Trova una tomba? No, non sta nelle cose. Ma nemmeno
un libro sul bancone di una libreria, ci sta. Internet, invece, consente
di immergere in un contesto sufficientemente leggero e informale delle
comunicazioni che altrove striderebbero. Con il risultato che, in edicola,
nessuno di noi comprerebbe un fascicolo di tal fatta ("scusi, ha
Trova la tomba?" - assolutamente impraticabile).
In rete, invece, al sito ci si va senza esitazione.
Trovando cosa? Siamo alla parte meno banale, perché di prima botta
appare evidente che un web come questo esercita una prima attrattiva verso,
come si è già detto, il demenziale. Allora ci si va per
una occhiata veloce e per vedere "cosa fanno questi pazzi".
Succede,
però, che una barra orizzontale con le lettere dell'alfabeto produca
alcune inaspettate sensazioni. Chi ci viene in mente, di famoso, che se
n'è andato e che incomincia per D? E' più facile cliccare
sulla D e percorrere l'elenco dei nomi. Appare quello di James Dean, con
a fianco un piccolo segno nero a forma di lapide. Nella legenda dei segni
di questo web la piccola lapide nera vuol dire che, cliccandola, è
disponibile una fotografia. Ecco che affiora una sensazione che si allontana
di molto dalla semplice curiosità per il demenziale da cui si era
partiti.
Infatti: come diavolo sarà la tomba di James
Dean?

Passiamo
veloci, scorrendo la lettera T, sulla tomba della mamma
di John Travolta. Gli siamo vicini, anche se solo per qualche
secondo, ma ci viene da pensare che le tombe dei parenti dei personaggi
famosi è un'inutile estensione.
La
M ci fa soffermare su Vladimir Mayakovksy,
suicidatosi nel 1930. Non ebbe certo il tempo e l'intenzione di decidere
quale tomba dedicarsi. Non ci è dato di sapere chi l'abbia deciso.
Questo è il risultato, come si vede dall'immagine scattata da un
volontario collaboratore di Trova una tomba;
che non si tratti di un professionista (della fotografia) lo si capisce
da quella luce forte che appare a metà della lapide verticale,
segno inequivocabile di un flash da piccola macchina automatica. La tomba
è nel cimitero di Novo-Devichy, a Mosca.
Di alcuni personaggi non si pensa che siano stati sepolti. E' curioso,
ma è così. Solitamente sono personaggi "antichi".
Nella chiesa della Madonna dell'Orto, a Venezia, c'è per esempio
la tomba del Tintoretto, di cui vi
segnaliamo l'indirizzo sul web Trova una tomba:
http://www.findagrave.com/pictures/6016.html.
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