Trova una tomba
di Federico Pedrocchi

 

"All'ombra dei cipressi e dentro l'urne confortate di pianto, forse il sonno della morte men duro?" si chiedeva il Foscolo (nei Sepolcri).
Non c'era Internet, che avrebbe potuto suggerire al poeta qualche modifica alle rime: "all'ombra dei cipressi e dentro l'urne visitate dai browser, forse il sonno della morte men duro?"

Trova una tomba, traduzione da Find a grave. Web che offre, sotto un'apparente facciata banale e un po' demenziale, alcune suggestioni di un certo spessore (senza esagerare).
Innanzitutto di cosa si tratta: un grande archivio - non meno di un migliaio - di personaggi famosi. Morti.
E quindi sepolti.
Da ci deriva una semplice ed immediata domanda: dove essi riposano in pace? Dove si trova la loro tomba? Trova una tomba ce lo dice. E in molti casi ce la fa pure vedere.
Il web statunitense, il che significa una prevalenza di defunti americani. Sono comunque in numero rilevante i "sepolti" internazionali, in continua crescita. C' una partecipazione diffusa all'impresa, con corrispondenti volontari da vari cimiteri o reporter funebri che si attivano durante viaggi di vacanze.

La prima possibile considerazione è che un'impresa di tal fatta, che è comunque un'impresa editoriale, è praticabile solo su Internet. Ci possiamo immaginare un dossier di 300 pagine, venduto in edicola, intitolato Trova una tomba? No, non sta nelle cose. Ma nemmeno un libro sul bancone di una libreria, ci sta. Internet, invece, consente di immergere in un contesto sufficientemente leggero e informale delle comunicazioni che altrove striderebbero. Con il risultato che, in edicola, nessuno di noi comprerebbe un fascicolo di tal fatta ("scusi, ha Trova la tomba?" - assolutamente impraticabile).
In rete, invece, al sito ci si va senza esitazione.
Trovando cosa? Siamo alla parte meno banale, perché di prima botta appare evidente che un web come questo esercita una prima attrattiva verso, come si è già detto, il demenziale. Allora ci si va per una occhiata veloce e per vedere "cosa fanno questi pazzi".

Succede, però, che una barra orizzontale con le lettere dell'alfabeto produca alcune inaspettate sensazioni. Chi ci viene in mente, di famoso, che se n'è andato e che incomincia per D? E' più facile cliccare sulla D e percorrere l'elenco dei nomi. Appare quello di James Dean, con a fianco un piccolo segno nero a forma di lapide. Nella legenda dei segni di questo web la piccola lapide nera vuol dire che, cliccandola, è disponibile una fotografia. Ecco che affiora una sensazione che si allontana di molto dalla semplice curiosità per il demenziale da cui si era partiti.
Infatti: come diavolo sarà la tomba di James Dean?

Passiamo veloci, scorrendo la lettera T, sulla tomba della mamma di John Travolta. Gli siamo vicini, anche se solo per qualche secondo, ma ci viene da pensare che le tombe dei parenti dei personaggi famosi è un'inutile estensione.

La M ci fa soffermare su Vladimir Mayakovksy, suicidatosi nel 1930. Non ebbe certo il tempo e l'intenzione di decidere quale tomba dedicarsi. Non ci è dato di sapere chi l'abbia deciso. Questo è il risultato, come si vede dall'immagine scattata da un volontario collaboratore di Trova una tomba; che non si tratti di un professionista (della fotografia) lo si capisce da quella luce forte che appare a metà della lapide verticale, segno inequivocabile di un flash da piccola macchina automatica. La tomba è nel cimitero di Novo-Devichy, a Mosca.

Di alcuni personaggi non si pensa che siano stati sepolti. E' curioso, ma è così. Solitamente sono personaggi "antichi". Nella chiesa della Madonna dell'Orto, a Venezia, c'è per esempio la tomba del Tintoretto, di cui vi segnaliamo l'indirizzo sul web Trova una tomba:
http://www.findagrave.com/pictures/6016.html.

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