Francobolli dallo spazio

 

Ricordando il trentennale del primo sbarco sulla Luna si può essere colti da una strana miscela di sensazioni. "Sono già passati 30 anni!", questa è la prima considerazione. Ma se vediamo un telegiornale del 1969 - anzi, se vediamo, come sarà a molti capitato in queste settimane, vari spezzoni della stessa trasmissione televisiva dedicata all'impresa lunare - la sensazione di trent'anni passati è evidente.
Immagini in bianco e nero, occhiali da vista con robuste montature nere (molto di moda in quegli anni), cilindriche cotonature delle pettinature femminili, giacchette corte e un po' sgualcite nei vestiti maschili, e una certa rigidità complessiva nelle espressioni e nel parlare degli speaker.
Invece, guardando i filmati ripresi da Armstrong e Aldrin sul suolo lunare, il tempo non sembra passato. Il "messaggio" tecnologico che affiora da queste immagini non è datato. Le automobili, i treni, gli elettrodomestici del 1969, visti oggi, portano tutti i loro trent'anni. Come mai?

Un primo dato è che di missioni lontane dall'orbita terrestre non ne abbiamo viste altre al di fuori del gruppo di spedizioni lunari, conclusosi nel dicembre del 1972 con Apollo 17. Accade, quindi, che quelle immagini sono vecchie ma sono anche le uniche.
L'estetica spaziale, poi, non è cambiata. Le tutte degli attuali astronauti dello Shuttle o della Mir non sono particolarmente diverse. Molti film di fantascienza di trent'anni fa, invece, ci presentano personaggi con "addobbi" spaziali che ricordano di più i pompieri odierni.
Dentro le macchine, però, le cose sono cambiate. La strumentazione elettronica è molto progredita e, al suo confronto, quella delle navicelle Apollo è certamente antiquata. Il fatto è che i chip non si vedono e lo Shuttle, elettronicamente avanzatissimo, gira solo intorno alla Terra. Nel nostro immaginario è molto più vicino a un aereo che vola molto più in alto degli altri. Abbiamo le sonde spaziali, è vero. Tuttavia, guardiamo il robottino che è andato su Marte: non ci rimanda un'immagine diversa da quelle delle jeep usate dagli astronauti sulla Luna.
Come recuperare, allora, il senso del tempo passato?

Un'occasione molto semplice per farlo si è avuta quest'anno al Festival di Sanremo quando, fra i numerosi ospiti, è arrivato anche Neil Armstrong, signore anziano, un po' grassottello, con una buone dose di rughe sul volto.
Un altro modo - e così, finalmente diamo una spiegazione del perché in questa pagina si vedono immagini di francobolli - è guardare una delle forme più vecchie di collezionismo.
In una famiglia di oggi la presenza di un album di francobolli rimanda a ricordi del nonno, almeno. E' un hobby sostanzialmente passato di moda; rimane - e in questi casi con forti investimenti - in versioni decisamente professionali. Guardate il francobollo della Sierra Leone, che ritrae una famiglia davanti a un televisore. Sono passati trent'anni.
Sono quattro i francobolli che qui vedete. Molti di più erano quelli raccolti da una mostra che la Libreria Hoepli di Milano ha organizzato quest'anno, una delle tante iniziative curate dal reparto dei libri scientifici della libreria stessa, di cui fa parte una sezione di Astronomia che è probabilmente la migliore in Italia.

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Della mostra è disponibile un catalogo. Si possono avere informazioni telefonando
allo 02 864871.