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Democrazia
in Rete
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La libertà
di espressione ha trovato un nuovo strumento, e questo è sotto gli occhi
di tutti. La libertà
di espressione, e di questo invece parliamo, è da un lato potenziata da
Internet, dall'altro trova un limite proprio dalla "quantità" di informazioni
che circolano attraverso la rete. Nella quantità si può perdere visibilità,
si rischia di annegare.
Interessante dunque ci sembra l'iniziativa di questo sito francese, Lapetition.com, che è nato proprio per ospitare petizioni e appelli, rendendo più facile la diffusione e l'adesione alle diverse iniziative, politiche, sociali, culturali. Rispetto
al primo problema da noi posto, i limiti della libertà di espressione,
la dichiarazione d'intenti dei realizzatori del sito è pubblicare petizioni
e appelli che rientrino nel "quadro di dibattito democratico" e rispettino
"la legge francese": una soluzione abbastanza pragmatica, che per ora
sembra non aver sollevato problemi. Anche perché siamo solo agli
inizi. Peraltro il sito ha attivato una collaborazione con una tv via web, Canalweb.net, che trasmette live un'ora alla settimana la presentazione di alcune petizioni pubblicate sul sito, con riflessioni, approfondimenti, scambio in tempo reale con l'utenza attraverso una chat line. Oltre a questo aspetto di servizio e di utilità, il sito risulta interessante, anche a detta degli stessi realizzatori, perché le petizioni diventano un "oggetto sociologico", un oggetto che rende visibile l'esigenza di dare un "senso" alla realtà, di sollevare problemi, di trovare consenso sulle proprie idee, e non ultimo di dare corpo a nuove possibilità di cambiamento, a nuove utopie.
La lettura
delle petizioni permette di scoprire quali sono i problemi, dai più semplici
ai più complessi, avvertiti nella società civile, perché la petizione
allenta la pressione della realtà e dà spazio all' "urgenza dell'utopia",
un'utopia che è contemporaneamente espressione di un ideale e formulazione
di una critica. Lasciando
la parola ai realizzatori del sito: |