A morte l'umanità, nel nome di Gaia

James Lovelock
 
Medico, biofisico e chimico, l'inglese James Lovelock (nato nel 1919 e a lungo collaboratore della NASA) ha formulato l'ipotesi che la terra sia un sistema capace di autoregolarsi, un immenso organismo vivente che non rimane passivo davanti a ciò che lo minaccia (per esempio, sul pianeta opererebbero dei meccanismi omeostatici capaci di mantenere condizioni favorevoli alla conservazione della vita). Per quanto molto controversa nell'ambito della comunità scientifica internazionale, la teoria ha avuto uno straordinario successo nel movimento ambientalista e si è poi diffusa in forme più "popolari", fino ad assumere connotati esplicitamente religiosi nel contesto della spiritualità New Age (vedi in proposito il sito Gaia Mind).
Dal punto di vista scientifico, uno degli aspetti più importanti della teoria di Lovelock consiste nel tentativo di innovare la teoria dell'evoluzione: ad evolversi non sarebbero le singole specie ma anche il più grande organismo vivente che esiste, il nostro pianeta. In italiano sono stati tradotti "Gaia. Nuove idee sull'ecologia" (Bollati Boringhieri 1979) e "Le nuove età di Gaia" (Bollati Boringhieri 1991).

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