L'idea di fondo è che Gaia potrà salvarsi solo grazie alla nostra estinzione: non appena la specie Homo Sapiens avrà tolto il disturbo, restituendo alla biosfera il suo stato originario, milioni di specie animali e vegetali tireranno il fiato. Il curatore del sito, Les U. Knight (al quale si possono ordinare i numeri arretrati della rivista "Exit Times"), rivendica esclusivamente il merito d'aver inventato la sigla, dato che il "movimento", come testimonierebbe la diffusione universale del mito del Diluvio, esiste da tempo immemorabile. Movimento e non organizzazione: il punto è decisivo, dal momento che una organizzazione per l'estinzione dell'umanità evocherebbe il ricordo degli stermini di massa operati dai regimi totalitari, o l'orrore delle armi nucleari. Per allontanare simili fantasmi, si mette l'accento sull'aggettivo volontaria associato alla parola estinzione: nessun invito alla violenza, e nemmeno al suicidio.
La parola d'ordine è: che tutti noi si possa vivere a lungo per poi sparire tranquillamente. Come? La ricetta è semplice: basta non fare figli. Nessun codice di comportamento o ideologia da condividere, per aderire al movimento basta impegnarsi consapevolmente a non riprodursi. E se i figli si sono già fatti? Poco male, si cercherà di convincerli a non generare nipoti. E l'istinto della riproduzione? Il solo istinto di cui siamo dotati è l'istinto a fare del sesso, ma quello si può fare benissimo senza fare figli. Il tutto suona così paradossale da far sospettare la burla, e Les Knight ci mette del suo usando un linguaggio provocatoriamente umoristico. E tuttavia tiene a precisare che l'umorismo non è in contraddizione con la dedizione all'obiettivo, così come non rinuncia a citare i 120 visitatori al giorno che il sito ha avuto nel '98, che dimostrerebbero come il VHEMT non sia un parto della sua fantasia ma una realtà.
Clicca qui per misurare
la profondità del tuo ecologismo (secondo VHEMT)
|