MIR
Viaggio al centro della mente


Così le immagini della mostra illustrano lo slittamento progressivo dello sguardo dall'abitare "in condizioni estreme" sperimentato dagli astronauti (vengono esposti, fra l'altro, modelli di tute spaziali russe e americane) alla dissoluzione del corpo, sostituito da avatar elettronici.
Per usare le parole di Francalanci: "nessuna parola può più dire la cosa, sostituita dal suo simulacro", perciò l'arte ricorre alle immagini e ostende i simboli della mutazione del desiderio umano di vincere "la gravità, la miseria e la morte". Un desiderio che, incontrato il limite dello spazio e del tempo assoluti, tenta di aprisi un varco attraverso l'immateriale.
Divenuto postumano, il corpo, aggiunge Roberto Masiero, aspira a "occupare l'inorganico" a "invadere" il vegetale e il minerale, ad abitare l'illimitato. E l'arte, che insegue il corpo in questo movimento, non ha più luoghi privilegiati, evade dai musei per divenire fenomeno diffuso, non si limita più a interpretare il mondo ma vuole produrlo, crearlo.

Sulla mutazione-estensione del concetto di "creatività" artistica insiste anche Christine Schops, curatrice della sezione Ars Electronica: da un lato, Cyberart e Net-Art spezzano le barriere che separano la ricerca artistica dalla ricerca tecnologica e scientifica, dall'altro, rendono anacronistica la figura dell'artista inteso come individualità "geniale": l'artista che opera in Rete agisce piuttosto da "punto d'incontro telematico", da catalizzatore per una creatività sociale che trasforma in arte anche la comunicazione e le merci immateriali.

Un ennesimo annuncio della "morte dell'arte", insomma?
Non esattamente, almeno a giudicare da alcune affermazioni di Francalanci: come quella secondo cui l'accostarsi della teoria e della pratica artistiche alle esperienze "estreme" del cosmo e del cyberspazio nasce dall'esigenza di "combattere l'estremo con le sue stesse armi", o come quella secondo cui gli interrogativi "metafisici" sull'identità e sul senso spetteranno all'arte finché essa continuerà ad essere "un sapere diverso dalla scienza", o almeno finché non esisteranno più differenze fra intelligenza biologica e intelligenza artificiale.
Morte rinviata di qualche anno o a tempo indeterminato?
A chi desideri abbozzare una risposta non resta che visitare la mostra…

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