Gustav Klimt on-line
a cura di Sandro d'Alessandro

 

Klimt piace molto, le sue opere ispirano tappezzieri e orologiai, produttori di poster e cartoline, decoratori in genere.
Non stupisce che sia molto presente nella Rete. Troviamo pagine più o meno ufficiali, ma anche un certo numero di ammiratori che mettono in linea il loro personale museo del loro "pittore preferito".

Quella che presentiamo è una selezione dei siti di un qualche interesse, senza pregiudizi verso amateurs e mercanti.

Per un primo approccio, cominciamo dalle pagine dedicate a Klimt del Mark Harden's Artchive.
Buone riproduzioni di cinque tra le opere più celebri (Giuditta I, 1901, Osterreichische Galerie, Vienna; Danae, 1907-08, Collezione privata, Graz; Il bacio, 1907-08, Osterreichische Galerie, Vienna; Pallade Atena, 1898, Historisches Museum der Stadt Wien; Ritratto di Emilie Floge, 1902, Historisches Museum der Stadt Wien).
Con un breve estratto di "Symbolism", a Taschen art book by Michael Gibson.

Il sito Gustav Klimt Exhibition è più articolato.
Suddiviso in sezioni - Donne/Disegni/Paesaggi/Opere/Biografia - contiene belle riproduzioni, anche di opere non conosciutissime, commenti briosi e un po' irriverenti.
Andando nella sezione opere (che comprende tutte le riproduzioni del sito), queste si possono scegliere in ordine alfabetico (ma inglese) o, più utilmente per tutti, in ordine cronologico.

Qualche immagine:

Studio per Die Erwartung, 1907/08, particolare
Pencil drawing, 55.9 x 37 cm
Vienna, Historisches Museum
Cliccando sul disegno si passa
al soggetto a colori per lo Stoclet Frieze




Malcesine am Gardasee, 1913
Oil on canvas, 110 x 110 cm
Distrutto nell'incendio del castello di Immendorf
Cliccando sull'immagine si passa all'ingrandimento

Cliccando si possono vedere un altro paesaggio, Nach dem Regen, 1899 e lo splendido disegno a matita studio per "Unchastity" da Beethoven Frieze, 1902.

Nelle pagine che seguono, altri siti su Klimt (a pagina 2 quello di un fabbricante di orologi!) e qualche apertura sul contesto culturale in cui operò l'artista (a pagina 3).

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