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La leggenda dice che fu la visione di migliaia di Buddha luminescenti, apparsa al monaco buddista Yue Zun nel 366 d.C., a ispirargli l'idea di scavare nella parete di arenaria calcarea del monte Mingsha quella che sarebbe stata la prima di centinaia di caverne. Dopo aver scavato la grotta, egli vi intagliò una statua del Buddha. Grazie alle decorazioni aggiunte tra il IV e il XIV secolo, la visione di Yue Zun divenne una realtà per i monaci pellegrini che sostavano nelle grotte per meditare. Le grotte di Mogao, infatti, si trovano vicino all'oasi dove sorge la città di Dunhuang, nella provincia di Lanzhou, all'estremità nord orientale della Cina, ultima tappa della Strada della Seta prima del deserto: le sue caverne furono per secoli una stazione importante, finché non vennero dimenticate per essere riscoperte solo ai primi del 1900. Nel XXI secolo, senza spostarsi da casa, chiunque potrà avere una visione - altrettanto soprannaturale dei mille Buddha di Yue Zue - delle oltre duemila statue e degli affreschi che ornano le 492 grotte, grazie a un progetto che vede la collaborazione della Zhejiang University di Hangzhou, in Cina, e del Fraunhofer Institute for Computer Graphics di Darmstadt, in Germania. Il progetto, che si avvale di modelli virtuali ricostruti con le più moderne tecnologie, è stato presentato all'edizione 1999 di Eurographics, tenutasi la prima settimana di settembre a Milano, e consiste principalmente in tre realizzazioni:
E' stato inoltre realizzato un CD-Rom, dal titolo "Caves of a Thousand Buddhas".
L'InfoWeb è al momento in fase sperimentale, mentre il modello in RV (Realtà
Visrtuale) è già stato realizzato per 3 delle grotte.
Per
vederne un brevo esempio, cliccate qui Per non distrarre il visitatore con schede di testo che si sovrappongono al campo visivo, la parte informativa è stata affidata a una voce virtuale che svolge le funzioni di guida e in più è stato reso possibile quello che non lo è in un normale museo: vedere l'invisibile, e cioè come è venuta a costruirsi la caverna così come è ora, a partire dalla sua conformazione originale, dai materiali e dalle tecniche usati e dai diversi strati di pitture che si soprappongono alle pareti. Nel modello virtuale, infatti, tali strati si possono rimuovere uno dopo l'altro, mettendo così alla luce quello che c'è sotto. Il lavoro prosegue ora con un questionario di verifica sulla qualità della presentazione fin qui realizzata, con l'aggiunta di ulteriori informazioni e riproduzioni all'interno del modello, ivi inclusi nuovi strumenti interattivi, e con l'espansione del progetto ad altre caverne. A
questo indirizzo potete vedere una presentazione del Progetto
del Dunhuang
InfoWeb,
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