Macchine etiliche
di Francesca E. Magni

 


La tecnica avanzata NMR utilizzata nei laboratori del centro di ricerca JRC di Ispra per riconoscere il vino "cattivo"

 

 



Caravaggio
Bacchino malato
Roma, Galleria Borghese

Tornato il tempo della vendemmia, anche gli scienziati cercano di fare la loro parte. Claude Guillou e Fabiano Reniero del Joint Research Centre of the European Commission (JRC) di Ispra (Varese) stanno infatti applicando la tecnica NMR (Nuclear Magnetic Resonance) per distinguere il vino adulterato da quello buono.
Scoperta negli anni '40 per indagare il comportamento di molecole e atomi, la tecnologia innovativa NMR, che si basa sul riconoscimento dello spin intrinseco (una caratteristica propria dei nuclei atomici) è stata utilizzata in seguito per analizzare le proprietà di materiali in chimica, fisica, scienza dei polimeri e biomedicina. Adesso è arrivato il turno dell'enologia e non solo. Per tutelare i cibi e le bevande, la Commissione Europea incentiva infatti programmi di ricerca che utilizzano apparati sperimentali avanzati come ad esempio NMR e spettrometria di massa. Si veda a questo proposito il sito Protection and Food .

I ricercatori di Ispra misurano, in particolare, la quantità di deuterio contenuto nel vino, perché questo elemento si trova in proporzioni diverse a seconda che l'etanolo del vino abbia origini biologiche oppure chimiche. Un modo semplice per individuare con grande affidabilità questa differenza consiste nel paragonare il deuterio dei campioni da analizzare con quello presente nei vini genuini che abbiano le stesse origini geografiche. Dal 1991 i laboratori dell'Unione Europea hanno raccolto già più di diecimila campioni "doc" che rappresentano un'arma potente contro la contraffazione del vino.
Per stare tranquilli anche per i nostri figli, infine, la NMR può essere usata per controllare l'autenticità dei succhi di frutta o degli aromi naturali come la vanillina.

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