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Tornato
il tempo della vendemmia, anche gli scienziati cercano di fare la loro
parte. Claude Guillou e Fabiano Reniero del Joint Research Centre of the
European Commission (JRC)
di Ispra (Varese) stanno infatti applicando la tecnica NMR
(Nuclear Magnetic Resonance) per distinguere il vino adulterato da quello
buono.
Scoperta negli anni '40 per indagare il comportamento di molecole e atomi,
la tecnologia innovativa NMR, che si basa sul riconoscimento dello spin
intrinseco (una caratteristica propria dei nuclei atomici) è stata
utilizzata in seguito per analizzare le proprietà di materiali in chimica,
fisica, scienza dei polimeri e biomedicina. Adesso è arrivato il turno
dell'enologia e non solo. Per tutelare i cibi e le bevande, la Commissione
Europea incentiva infatti programmi di ricerca che utilizzano apparati
sperimentali avanzati come ad esempio NMR e spettrometria di massa. Si
veda a questo proposito il sito Protection
and Food .
I
ricercatori di Ispra misurano, in particolare, la quantità di deuterio
contenuto nel vino, perché questo elemento si trova in proporzioni diverse
a seconda che l'etanolo del vino abbia origini biologiche oppure chimiche.
Un modo semplice per individuare con grande affidabilità questa differenza
consiste nel paragonare il deuterio dei campioni da analizzare con quello
presente nei vini genuini che abbiano le stesse origini geografiche. Dal
1991 i laboratori dell'Unione Europea hanno raccolto già più di diecimila
campioni "doc" che rappresentano un'arma potente contro la contraffazione
del vino.
Per stare tranquilli anche per i nostri figli, infine, la NMR può essere
usata per controllare l'autenticità dei succhi di frutta o degli aromi
naturali come la vanillina.
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