Tijs Goldschmidt
Lo strano caso del Lago Vittoria/2

 

Un furu è un furu
Da "Mzungu", cioè straniero, Goldschmidt racconta le sue avventure, i primi entusiasmi nelle ricerche, le difficoltà, gli incontri con uomini e donne straordinari. Si alternano pagine di grande chiarezza divulgativa, che portano ad appassionarsi allo studio dei comportamenti dei piccoli pesci o all'analisi del DNA per ricostruire la filogenesi dei ciclidi, a pagine di vita africana, tragiche o divertenti.
Appena arrivato sulle sponde del lago, Goldschmidt vorrebbe affidarsi "alle profonde conoscenze tassonomiche di alcuni popoli non occidentali", acutamente descritte da Lévi-Strauss nel "Il pensiero selvaggio". E così mostra agli abitanti di Nyegezi una vasta gamma di ciclidi: grandi, piccoli, lunghi, corti, con il labbro grosso o sottile, rossi, gialli o neri. Ma lo attende sempre la stessa risposta: "Questo pesce? Come si chiama questo pesce? Furu, si chiama furu." "E poi?" "In genere seguiva una lunga riflessione, e poi sempre la stessa frase, solenne e gentile: Mzungu, straniero, hai preso un altro furu".
Di qui inizia la grande avventura della classificazione dei ciclidi, un lavoro immane. Se Darwin alle Galapagos si trova a descrivere la diversificazione dei fringuelli in tredici specie, a partire da un gruppo di fringuelli arrivati per caso dalla terra ferma, Goldschmidt ha davanti centinaia di specie, e ogni tanto si lascia prendere dallo scoramento. Confessa anche a un certo punto di aver ributtato nel lago un pesce che non corrispondeva a nessuna delle specie da lui precedentemente descritte, pur di non dover riaprire lo schedario già zeppo.
Nelle sue pagine troviamo non già l'entusiasmo dello scienziato che si sente proiettato verso l'immortalità, ma il piacere e la fatica di partecipare a un lavoro che troverà un senso e uno scopo solo grazie alla collaborazione di esperti in diverse discipline: e i lunghi brani sui comportamenti delle diverse specie di furu possono diventare intriganti anche per chi non si è mai occupato di zoologia.

Haplochromis Obliquidens
Haplochromis nyereri, Lake Victoria

Perché la giraffa ha il collo lungo?
I ricordi del ricovero in ospedale per un attacco di malaria e le sue lunghe conversazioni con dottori e infermieri diventano un pretesto per spiegare cromosomi, geni, selezione naturale, e per proporre le diverse interpretazioni del mondo scientifico sui meccanismi della selezione naturale. Scopriamo così che a questa domanda non c'è una unica risposta possibile, ma ce ne sono molte. Come ci possono essere differenti interpretazioni sul perché il Lago Vittoria sembra essere diventato il luogo ideale per favorire la diversificazione delle specie dei ciclidi.
L'incontro con un missionario che nasconde in una cella della missione centinaia di farfalle conservate con la canfora diventa motivo per approfondire le forme di mimetismo negli animali, e come tali forme si evolvono. E per riflettere sul cambiamento della visione del mondo a opera della scienza. Wilfried, il missionario, racconta: "Ancora alla fine dell'Ottocento compariva un trattato accademico in cui ci si chiedeva in che lingua Dio parlasse in paradiso con i primi uomini. Fine Ottocento. Per me è come fosse ieri. Anche quando arrivai qui, nel 1931, alcuni missionari credevano ancora che tutte le specie fossero state create da Dio in quell'unica settimana. Tutte le specie sarebbero nate nello stesso momento e sarebbero rimaste immutate dalla creazione avvenuta seimila anni fa."

Quanto costa una moglie
Affiorano qua e là nel libro considerazioni sparse sul rapporto tra i sessi, sulle sponde del Golfo di Mwanza ma anche altrove: una donna tanzaniana senza figli non conta quasi nulla. Ma anche un uomo solo, sia pure occidentale, è guardato con sospetto, tanto che per ottenere una casa in cui abitare, e non un loculo, Goldschmidt è costretto a prendere in prestito una moglie e un figlio, per presentarsi accompagnato dal proprietario della casa. La modernità non giova alla causa delle donne in Tanzania, come si evince dal breve racconto sulle ragazze che frequentano il college e non possono ribellarsi alle richieste dei funzionari governativi per una notte di sesso, pena l'espulsione dall'istituto. La tradizione prevede invece che la moglie venga acquistata, ed è questo il principale argomento di conversazione dei collaboratori locali del ricercatore, nelle lunghe ore passate in barca a pescare furu. Ma Goldschmidt vive di persona l'esperienza, quando Elimo lo recluta nel suo ambito familiare e si fa accompagnare per trattare l'acquisto della giovane Maisha. Trattativa che va a monte perché interviene un terzo incomodo, solo molto più ricco.
Ma non si creda che le osservazioni sul rapporto tra i sessi, pungenti e ironiche, siano motivate solo da un interesse sociologico. Quando Goldschmid dichiara che "l'unica garanzia di sincerità dei segnali trasmessi da un sesso all'altro è l'alto prezzo delle bugie", non sta parlando di uomini e donne, bensì ci ha introdotto al tema della selezione sessuale nel processo evolutivo dei furu. E se ne leggono delle belle.

Il professore va al congresso
Così, passando da una storia a una teoria scientifica, da un personaggio del lago a un grande scienziato, citando Celine e Michaux, la cantante M'Bilia Bel e Levocatus, che per mantenere le sue tre mogli e i suoi trenta figli fa il cuoco e lo sciamano, si arriva all'epilogo del resoconto di una ricerca durata molti anni.
La perca ha soppiantato i ciclidi, in compenso nel lago sono aumentate a dismisura le alghe, e le zanzare alimentano la vendita di repellenti. La catena alimentare così rigorosamente studiata dai molti ricercatori si è spezzata, ma tutti ne sembrano entusiasti, perché la perca ha portato ricchezza, è la salvatrice, Mkombozi.
Ma nel 1992,a Jinia, in Uganda, si radunano esperti di tutto il mondo per valutare la salute gravemente compromessa del grande lago africano e Goldschmidt fa parte del grande circo. E qui, tra ecologi ed economisti, limnologi e zoologi, un piccolo omino porta un intervento registrato, che risulta del tutto incomprensibile ai presenti. Del tutto casualmente Goldschmidt scopre poi che cosa il piccolo omino voleva raccontare e ce lo svela nelle ultime pagine del libro. Ma il finale non si può dire...

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