La Stella di Natale

di Rodolfo Baggio

 

La Stella di Betlemme ha una parte fondamentale nella tradizione mistica legata alle festività natalizie.

… ecco dei magi dall'Oriente arrivarono a Gerusalemme dicendo:

"Dov'è il nato re dei Giudei? ché vedemmo la sua stella nell'Oriente e siam venuti per adorarlo. ...

… Quelli, udito il re si partirono; ed ecco la stella che avevano vista in Oriente, li precedeva, finché, arrivati sopra il luogo dov'era il bambino, si fermò. Vedendo essi la stella gioirono di grandissima gioia, ed entrati nella casa, trovarono il bambino con Maria sua madre: e, prostratisi, lo adorarono e, aperti i loro tesori, gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. (Matteo II, 2 e 9-11)

Eppure solo nel Vangelo di Matteo si trova riferimento alla Stella. Luca, che si dilunga molto di più sui particolari della Natività, non ne parla affatto, né parla dei saggi uomini d'Oriente, i Magi, che arrivarono a portar doni al Bambino guidati dalla Stella.

Entrambi i Vangeli furono composti nella seconda metà del primo secolo d.C. Essi concordano sul fatto che Gesù nacque a Betlemme, durante gli ultimi anni del regno di Erode il Grande e che la sua nascita fu annunciata da un messaggero celeste.

I particolari però sono discordanti e la cosa non stupisce se si pensa che essi furono scritti in epoche in cui la tradizione orale, la leggenda, il mito e la storia si mescolavano allegramente e il rigore scientifico era di là da venire.

La Stella, protagonista dell'iconografia natalizia delle civiltà cristiane, rappresentata in tante canzoni tradizionali, simbolo, sulla cima degli alberi di Natale o sui presepi, dell'evento più importante per la storia della cristianità, è in realtà un bel mistero.

E' esistita davvero? Si è trattato di un evento astronomico o è un altro degli elementi del simbolismo mistico della tradizione natalizia? E se si trattò davvero di un evento astronomicamente significativo, può contribuire a far luce sulla data effettiva della nascita di Cristo?

Gli studiosi sono generalmente d'accordo nel ritenere che la nascita di Gesù sia avvenuta nel periodo tra il 10 a.C. e il 5 d.C..

In questo periodo storico molte persone erano interessate agli eventi astronomici e alla loro interpretazione. L'astrologia, infatti, era ritenuta in grado di fornire indicatori affidabili del verificarsi di fatti importanti, in particolare a proposito di governanti e re. Per gli Ebrei le forme di astrologia praticate dai gentili erano blasfeme, ma anch'essi credevano che le stelle fossero segni che indicavano i voleri e le azioni di Dio.

Non esisteva una distinzione chiara fra astronomia e astrologia; i moti e le configurazioni di stelle e pianeti venivano osservati e calcolati e queste informazioni usate per prevedere avvenimenti storici o il destino delle vite delle persone, soprattutto dei potenti e dei regnanti.

I Magi erano uno dei gruppi di sacerdoti astrologi e astronomi più accreditati. La loro origine resta avvolta nella leggenda che li vuole discendenti dei primi discepoli di Zoroastro, capo politico e religioso persiano vissuto intorno al 1000 a.C. Fautore di una religione monoteista, Zoroastro aveva predetto l'avvento di un Re capace di resuscitare i morti e di trasformare il mondo in un regno di pace, un Re che sarebbe nato dai discendenti di Abramo.

Divenuti membri importanti di molte corti, i Magi, soprattutto quelli dei regni orientali, erano tenuti in grande stima.

Quale può essere stato, allora, il presagio o l'evento astronomico tanto eccezionale da far intraprendere a tre personaggi così importanti un lungo viaggio per verificare se la profezia del loro antico maestro si era avverata?


Nei secoli si sono succeduti diversi tentativi di identificazione di possibili eventi astronomici con la Stella di Betlemme.

La congiunzione di Saturno e Giove vista da Gerusalemme nel 7 a.C.

Il primo a formulare un'ipotesi fu Keplero che, nella seconda metà del 1600, calcolò la tripla congiunzione dei pianeti Giove e Saturno dell'anno 7 a.C.

(N.B. una congiunzione tripla si ha quando, nell'arco di tempo di circa un anno solare, due corpi celesti si vedono vicinissimi per tre volte).

La rara circostanza (capita una volta ogni circa 900 anni) si verificò in maggio, in ottobre e in dicembre di quell'anno nella costellazione dei Pesci.

Per gli astrologi medievali quella dei Pesci era considerata la casa degli Ebrei, Giove era il pianeta dei Re e Saturno il pianeta della Palestina.

Che Giove incontrasse Saturno nel segno dei Pesci era quindi un chiaro segno che un potente Re era comparso in Palestina.


Un altro evento doveva accadere di lì a poco. Nel febbraio del 6 a.C. ci fu un raggruppamento di tre pianeti: Giove, Marte e Saturno (furono visibili a pochi gradi di distanza l'uno dall'altro).

Il raggruppamento di Giove, Marte e Saturno del 6 a.C.

Anche questo nel segno dei Pesci e anche questo molto raro (ogni 800 anni circa).

Situazioni di questo tipo potevano essere previste dagli astronomi del tempo e la loro interpretazione avrebbe senz'altro indicato la nascita di un personaggio di grande rilievo per la storia dell'umanità.

In Cina gli astronomi registrarono una stella "nova" nella costellazione del Capricorno nel periodo fra marzo e aprile del 5 a.C. e, nello stesso periodo, due comete, nel 5 e nel 4 a.C.

Ma, secondo Matteo, la stella si muoveva e una nova non si sarebbe vista muoversi affatto; inoltre, le comete per i Persiani e i Romani erano portatrici di disgrazie e non di eventi benefici come la nascita di un Messia; tantomeno avrebbero ispirato un lungo e faticoso viaggio di importanti personaggi a rendere omaggio e portar doni a chicchessia.


Nei due anni successivi, il 3 e il 2 a.C. in coincidenza con le grandiose celebrazioni a Roma per il 25° anniversario dell'incoronazione di Augusto, l'anno in cui il Senato gli conferì il titolo di "Padre della Patria", e il 750° anniversario della fondazione di Roma si verificarono eventi astronomici tra i più rilevanti degli ultimi 3000 anni.

Il 19 maggio 3 a.C. Saturno e Mercurio sono in congiunzione. Poi Saturno si muove fino a incontrare Venere il 12 giugno.

Venere e Giove il 12 agosto sono così vicini da sembrare, visti dalla Terra, una brillante stella del mattino. Questa congiunzione si verifica nella costellazione del Cancro, l'ultimo segno dello Zodiaco per gli astrologi antichi.

Poco più di un mese dopo, il 14 settembre Giove è in congiunzione con Regolo, nella costellazione del Leone, cosa che si ripete il 17 febbraio del 2 a.C. Per di più in settembre il Sole si trova nella costellazione della Vergine e l'11 segna il capodanno ebraico, che tradizionalmente ricorda l'uscita di Noè dall'Arca dopo il diluvio.

La congiunzione di Giove e Venere nel 2 a.C.

Il 17 giugno, poi, Giove e Venere sono in congiunzione nella stessa zona del cielo (il Leone). L'8 maggio Giove si trova per la terza volta in pochi mesi vicino a Regolo e il 27 agosto, per finire, Giove, Marte, Venere e Mercurio si trovano raggruppati in una piccola area sempre nella costellazione del Leone.

La costellazione del Leone era la prima dello Zodiaco, governata dal Sole rappresentava il potere dei sovrani. Regolo, la sua stella più brillante (il cui nome deriva appunto dal latino rex) era considerata la stella dei Re. Giove era il protettore dell'impero e Venere veniva creduta la madre della famiglia Augusta.

Insomma il simbolo dell'impero incontrava la madre della famiglia regnante nella casa del potere dei Re, e per di più con la Luna piena (il 17 giugno 2 a.C.), sacra a Giove.

Nessuno a Roma avrebbe dubitato che tutto ciò significasse qualcosa di diverso dalla più ampia conferma degli dei alla sovranità dell'imperatore.

In altre parti del mondo, meno sensibili al fascino e al potere del nascente impero romano, questi eventi, previsti e osservati, furono interpretati come segno dell'avvento di un nuovo regno, magari non necessariamente legato ai poteri terreni.

Il raggrupamento dei pianeti del 2 a.C.

Forse i Magi si diressero verso la Giudea, invece che a Roma, sul ricordo di una profezia di Daniele (verso l'inizio del VI secolo a.C.) che annunciava che Gerusalemme sarebbe stata ricostruita dopo la distruzione ad opera dei babilonesi e che dopo 490 anni sarebbe iniziato un regno messianico nelle terre della Palestina.

Tutti questi eventi sono stati ritenuti possibili candidati per l'identificazione della Stella e, di conseguenza, per la datazione della nascita di Gesù e dell'inizio vero dell'era cristiana.

Inizio che fu fissato dal monaco Dionisio il Piccolo (intorno al 530 d.C.) in base ai suoi calcoli sull'età di Roma. Dionisio fissò la nascita di Gesù al 25 dicembre e l'inizio dell'era cristiana sei giorni dopo, il 1° gennaio, ponendo l'anno 1 uguale al 754° anno dalla fondazione di Roma.


Ma le ricerche in questo campo continuano e l'ultima ipotesi in ordine di tempo è quella formulata dall'americano Michel Molnar nel suo libro The Star of Bethlehem: The Legacy of the Magi (Rutgers University Press, 1999).

La storia della sua "scoperta" è singolare. Molnar, che ha l'hobby della numismatica, compra una moneta romana proveniente da Antiochia (la capitale romana della Siria). Sulla moneta è raffigurato il segno zodiacale dell'Ariete che, secondo Tolomeo, governava la Siria, la Palestina e la Giudea. La moneta probabilmente commemorava l'annessione della Giudea alla provincia romana della Siria, ma fornisce anche a Molnar l'intuizione che la costellazione dell'Ariete sia quella in cui avrebbe potuto verificarsi l'evento astronomico associato alla Stella di Natale.

Nel periodo della probabile nascita di Cristo, fra il 10 a.C. e il 5 d.C., Giove, l'astro dei Re, ha due occultazioni da parte della Luna in Ariete: il 6 marzo 6 a.C. e il 17 aprile dello stesso anno.

L'occultazione lunare di Giove nel 6 a.C.

E la Luna era ritenuta amplificare i poteri della stella regale.

Secondo il Vangelo la Stella si "vide" ad Est e questo è quello che successe il 17 aprile del 6 a.C.

Un'occultazione lunare era sicuramente un evento cui astronomi e astrologi avrebbero attribuito il significato di annuncio della venuta di una persona divina e onnipotente. Un evento del genere, infine, benché noto agli addetti ai lavori del tempo, sarebbe passato del tutto inosservato per il resto della popolazione, rispettando così anche la tradizione che vuole i Magi gli unici ad accorgersi del fenomeno.

 

La moneta di Molnar raffigurante l'Ariete con sovrapposto il cammino di Giove nel 6 a.C.

E il cammino di Giove in cielo sembra confermare quanto descritto dalla Bibbia: la stella che avevano vista in Oriente, li precedeva, finché, arrivati sopra il luogo dov'era il bambino, si fermò.

Le proposte di Molnar hanno provocato, come c'era da aspettarsi, molte discussioni. Anzi, sulla mailing list HASTRO-L, dedicata alla storia dell'astronomia, si è sviluppata una vera e propria polemica, con toni abbastanza accesi.

Nessuno è in grado di dire quale delle teorie proposte sia la più vicina al vero, ammesso che esista.

Ma il merito principale dell'ultima ipotesi sta nel prendere in considerazione non tanto eventi che sono significativi per noi quanto, attraverso un'attenta valutazione del contesto culturale del tempo, eventi che sarebbero stati significativi allora.

 


Note:

Le simulazioni del cielo sono state calcolate per Gerusalemme con il programma Home Planet, bel planetario freeware reperibile all'indirizzo: http://www.fourmilab.ch/homeplanet/ .
E' disponibile anche una versione interattiva sul web Your Sky:
http://www.fourmilab.ch/yoursky/

Altri riferimenti:

The Star of Bethlehem:
http://riemann.usno.navy.mil/AA/faq/docs/faq3.html

Bidelman, Dr. William P. The Bimillenary of Christ’s Birth: The Astronomical Evidence. Reprinted from the Planetarian, September 1991:
http://www.griffithobs.org/IPSBidelman.html

Carroll, Susan S. The Star of Bethlehem: an Astronomical and Historical Perspective:
http://sciastro.net/portia/articles/thestar.htm

C.I.M. Outline #19, Volume 3. The Star of Bethlehem: What Was It?: http://www.fni.com/cim/briefings/star.txt

Collins, Kenneth W. The Star of Bethlehem, 1995:
http://www.kencollins.com/Why-01.htm

Mosley, John. Common Errors in "Star of Bethlehem" Planetarium Shows.
Reprinted from the Planetarian, Third Quarter 1981:
http://www.griffithobs.org/IPSChristmasErrors.html

Molnar, Michael Revealing the Star of Bethlehem:
http://www.eclipse.net/~molnar/

HASTRO-L, archivi della mailing list:
http://wvnvm.wvnet.edu/htbin/listarch?hastro-l&a:scmcc.archives

 

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