Una rete in ascolto sul cosmo
di Francesa E. Magni

 

L'esperimento SETI@home, partito in rete tre mesi fa, coinvolge già più di un milione di persone che, con un semplice salvaschermo, analizzano i dati raccolti dal più grande radiotelescopio mondiale


Se qualcuno sogna di essere il primo al mondo a intercettare la "voce" di un extraterrestre, ma non possiede un radiotelescopio personale, ha un'altra possibilità: partecipare al progetto SETI@home, un esperimento scientifico che - a tre mesi dal suo inizio - coinvolge già più di un milione di persone di 224 Stati diversi.
Basta collegarsi al sito di Berkeley, scaricare un "semplice" salvaschermo (disponibile in varie versioni: tecniche, astratte o più artistiche) che occupa circa 10 MB, per fare immediatamente parte di quello che è stato definito il più grande supercomputer della storia. Il salvaschermo infatti, è un software che scarica sul vostro computer i dati raccolti dal radiotelescopio più grande del mondo, quello dell'Osservatorio Arecibo di Puerto Rico, li analizza e poi li rispedisce all'origine.

 
Il radiotelescopio di Arecibo

Il disturbo arrecato è minimo, perché il programma funziona senza bisogno di essere collegati in Internet e solo durante i momenti di inattività della vostra macchina; si interrompe non appena riutilizzate il computer e impiega non più di cinque minuti di collegamento in rete per la trasmissione dati. In compenso, la vostra scrivania diventa un'unità di calcolo "decentrata" del progetto SERENDIP (Search for Extraterrestrial Radio Emissions from Nearby Developed Intelligent Populations) dell'Istituto SETI (the Search for Extraterrestrial Intelligence).

SERENDIP analizza quantità enormi di registrazioni del radiotelescopio (35 gigabyte al giorno) e, nonostante i 200 bilioni di operazioni al secondo compiute da un supercomputer ad Arecibo, ha bisogno di aiuto. E la formula SETI@home trovata da Dan Wertheimer a Berkeley sembra essere una valida soluzione, che si pensa già di applicare in altri campi scientifici.
C'è da notare però che Wertheimer si aspettava al massimo centomila partecipanti e che l'improvviso successo rischia di creare problemi di gestione del traffico informatico o di controllo dell'affidabilità dei dati raccolti. Pochissimi comunque i "disonesti" (e facili da identificare) grazie allo spirito di collaborazione che spira nella rete.

Grafico di un tipo di segnale
del radiotelescopio

Il progetto durerà due anni e la rete di computer sparsa per il pianeta ascolterà e analizzerà per tre volte la "voce" del cosmo (tutto il cielo visibile): potete scaricarvi un file audio campione. "La possibilità di trovare segnali di vita intelligente è molto remota, ma reale" sottolinea Wertheimer. Nel caso il sogno si avveri, vi conviene leggere tutte le istruzioni (per evitare panico o strumentalizzazioni) e la famosa Declaration of Principles Concerning Activities Following the Detection of Extraterrestrial Intelligence, cioè la dichiarazione dei principi relativi a quelle attività che possono conseguire dall'aver individuato intelligenze extraterrestri.
E chi può dirlo; magari il primo ascoltatore di una radio extraterrestre potrebbe essere proprio un italiano… nella rete di SETI@home, per ora, siamo presenti al ventunesimo posto (si veda la lista dei nomi).


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