in collaborazione con n. 52 del 17 dicembre 1999
Non ci sono, però, solo condizionamenti culturali. Ne esistono anche di molto più concreti. " La scienza ha mangiato la mela dell'interesse economico", accusa il fisico Giuliano Preparata, che ha condotto studi sulla fusione atomica fredda.

"Multinazionali e colossi di ogni tipo finanziano la ricerca e la indirizzano verso i settori più remunerativi. Come pretendere che sostengano studi che vanno contro i loro interessi? Ecco allora che, appena esci dal seminato, i finanziamenti si prosciugano. E pochi soldi, ovviamente, significano pochi risultati".

LIBRI DA TENERE DA CONTO

David Blatner, Le gioie del pi greco, Garzanti.
Luc Bürgin, Errori della scienza, Bompiani.
Brian Butterworth, Intelligenza matematica, Rizzoli.
K. C. Cole, L'universo e la tazza da tè, Longanesi.
Keith Devlin, Dove va la matematica, Bollati Boringhieri.
Federico Di Trocchio, Le bugie della scienza, Mondadori.
Federico Di Trocchio, Il genio incompreso, Mondadori.
Peter Duesberg, Aids. Il virus inventato, Baldini&Castoldi.
Paul Feyerabend, Dialogo sul metodo, Laterza.
Charles Hapgood, Maps of the Ancient Sea Kings, Chilton Books.
Paul Hoffman, L'uomo che amava solo i numeri, Mondadori.
John Horgan, La fine della scienza, Adelphi. Robert Kaplan, Zero, storia di una cifra, Rizzoli.
Thomas Kuhn, La struttura delle rivoluzioni scientifiche, Einaudi.
Piergiorgio Odifreddi, Il Vangelo secondo la scienza, Einaudi.
Armando Torno, La truffa del tempo, Mondadori.
David Welles, Numeri memorabili, Zanichelli.
Enzo Tiezzi, La bellezza e la scienza, Cortina

Dopo essere stato per una vita uno dei fisici più stimati d'Italia, anche Preparata ha dovuto affrontare la trafila che trasforma un accademico in un eretico.

"È un processo diabolico, perché assolutamente impersonale" racconta. "Prima cominciano a scarseggiare i fondi. Poi si diventa bersaglio di sprezzanti ironie. Poi i tuoi collaboratori ti lasciano, perché capiscono che a fianco di un outsider non faranno mai carriera. Una vicenda di un'amarezza incredibile. Quando ho cominciato a occuparmi della fusione fredda avevo un'equipe di venti persone. Ora non c'è più nessuno".

Per sua fortuna, anche la fusione fredda ha trovato i suoi sostenitori: da una parte i Verdi e gli ecologisti, affascinati dall'idea di poter produrre energia pulita; dall'altra Carlo Rubbia, che con autorevolezza da Nobel ha messo fine alle polemiche. Così Preparata farà parte dell'équipe che a Frascati, nei laboratori dell'Enea, condurrà esperimenti sulla fusione fredda a partire dal nuovo anno.

Esiste dunque una casta scientifica che isola e combatte le idee controcorrente?
Federico Di Trocchio, storico della scienza all'università di Lecce e autore per Mondadori di due best seller (Le bugie della scienza e Il genio incompreso) è convinto di sì.

"Anche se il fenomeno è in gran parte strutturale e inconsapevole. Per intenderci: non esiste un grande vecchio che, in una stanza dei bottoni, decide quali teorie vanno sostenute e quali no. Ciò non toglie che i danni sono enormi: pensi solo cosa significa, nel campo medico o in quello dell'energia, ritardare di anni una ricerca valida... Parte della colpa va data alla cosiddetta "Big Science", un fenomeno degli ultimi cinquanta anni. Quando il governo americano si accorse (con la bomba atomica, ahimé) delle enormi ricadute pratiche della ricerca, cominciò a finanziarla in maniera massiccia, seguito dagli altri paesi e dalle industrie private. Ma il sistema dei finanziamenti a pioggia rischia, paradossalmente, di strangolare la ricerca pura e di favorire le truffe. Per esempio quelle di scienziati che si inventano risultati inesistenti, solo per ottenere fondi dallo Stato. Di questo passo la scienza arriverà prima o poi a un punto di stallo, di inefficienza evidente. E allora bisognerà ripensare l'intero sistema".

Giulio Giorello, filosofo della scienza e professore all'Università Statale di Milano, è più fiducioso:

"E' vero, la scienza non è imparziale. Ma è comunque l'attività umana che più si avvicina a qualcosa di assolutamente oggettivo e imparziale. Sviste e resistenze esistono, ma nel lungo periodo si consolida la verità. Nessuno può negare, oggi, che la Terra gira attorno al Sole, o che la fissione nucleare produce energia. Anche le difficoltà fanno parte del sistema e sono necessarie a farlo progredire. La colomba, per rubare un esempio a Kant, odia la resistenza dell'aria; ma senza l'aria non potrebbe volare. La scienza può essere fallibile e presuntuosa; ma ha dentro di sè gli anticorpi per non diventare mai una religione moderna".

Intervista registrata in Real Audio, in inglese, con K. Cole, con la voce dell'autore che recita un passo del libro "L'universo e la tazza da tè"

Biografia di John Horgan, collaboratore di Scientific American, e intervista audio.
Una recensione del libro "La fine della scienza", in inglese

Restano problemi spinosi, come quello del controllo. Un politico viene giudicato dagli elettori, ma chi può giudicare il lavoro di uno scienziato, se non un altro scienziato? E che cosa succede se a scegliere le ricerche da finanziare sono, in pratica, le stesse persone che le conducono? Un circolo vizioso dal quale sembra impossibile uscire. Ma non mancano le proposte.

"La più semplice è questa: finanziamo anche gli eretici" dice Di Trocchio. "Se solo il 5% dei finanziamenti destinati alla ricerca fosse riservato a tutti gli studi in conflitto con le teorie dominanti, potremmo tenere aperti filoni di ricerca che oggi sono come tanti rami secchi. Inoltre si potrebbe recuperare l'antico sistema dei premi: lo stato promette un compenso a chi risolve un certo problema, che sia il motore elettrico perfetto o la conservazione degli alimenti senza additivi. E a chi dice che così si penalizzerebbe la ricerca teorica, rispondo: non ci può essere applicazione pratica senza teoria".

Anche Preparata guarda alle origini:

I testi di Galileo sono raccolti nel sito di Liber Liber. Il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, cui si fa riferimento nel testo, si può scaricare in formato zip da questa pagina

"Quello che oggi manca alla scienza è il confronto. Nel suo Dialogo, Galileo prende un tolemaico, un copernicano, e li fa parlare di fronte a una terza persona, arbitro imparziale. E' giunto il momento di seguire il suo esempio. Basta con l'esperto che sale in cattedra e, come un sacerdote, diffonde il Verbo agli adepti silenti. Organizziamo incontri tra gli scienziati che la pensano diversamente in televisione, nelle università; e siano gli spettatori imparziali a dare credito a uno o all'altro. Io da anni non chiedo altro che di confrontarmi, alla pari, con chi non crede alle mie teorie. Non ci sono mai riuscito".

Democratizzare la scienza. Potrebbe essere la soluzione.

P.F.

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