in collaborazione con n. 52 del 17 dicembre 1999

ANCHE GLI ESPERTI SBAGLIANO

"Quella della radio... e' una mania che passera' presto"
(Thomas Edison, scienziato e inventore americano, 1922)

"Non credo che in tutto il mondo si riuscirebbero a vendere piu' di cinque computer"
(Thomas J. Watson, presidente dell'IBM, 1943)

Una raccolta di citazioni e articoli in questa pagina dell'associazione culturale "La Grotta di Merlino" intitolata "Tutti sotto il rasoio di Occam" - i problemi e i paradossi del conflitto storico tra vera scienza e falsa scienza nell'esperienza umana del mondo moderno. Troverete un brano di Bertrand Russel contro l'aristotelismo, articoli tratti dalla Stampa e dal Corriere della Sera, brevi estratti dal libro di F. Di Trocchio, "Il genio incompreso" e da "La parola agli esperti", di Christopher Cerf e Victor Navasky, ed. Frassinelli

"Per arrivare ai limiti della conoscenza, selezionate le menti più complesse e sofisticate, mettetele insieme in una stanza e lasciate che si rivolgano l'uno l'altro le domande che pongono a se stessi".
E' il motto di Edge, una rivista online americana che ospita fra le altre cose The Reality Club, un forum in cui intellettuali e personalità del mondo scientifico discutono tra loro di vari argomenti.

A proposito di Thomas Kuhn e di Frieman Dyson, un altro fisico contemporaneo che si è sempre schierato con atteggiamenti critici e originali nei confronti della filosofia della scienza e del mondo accademico, vedi, sempre in Campus, il servizio "Uno sguardo lontano"

Intervista di Letizia Gabaglio a Federico di Trocchio sul tema "Ma chi controlla gli scienziati?" su "Galileo", 13 marzo 1999

Una breve intervista e un saggio di Paul Hoffman, direttore del mensile scientifico Discover, e collaboratore scientifico di diverse testate e trasmissioni radio e televisive, oltre che autore di una decina di saggi.

Ogni ortodossia, però, ha i suoi eretici. E allora ecco Judah Folkman, il ricercatore americano che vuol combattere il cancro bloccando la formazione dei vasi sanguigni. È stato ignorato per trenta anni; oggi è in odore di Nobel.
Ecco la ricerca della "fusione fredda" degli atomi, liquidata come una bufala ai tempi dell'annuncio di Stanley Pons e Martin Fleischmann, ma oggi considerata così interessante da finire al centro di un progetto dell'Enea diretto da Carlo Rubbia.
Ecco Halton Arp, astronomo del California Institute of Technology, a cui è stato vietato di usare il telescopio per aver posto dubbi sulla teoria del Big Bang (e si è dovuto trasferire in Germania).
Ecco infine Kary Mullis e Peter Duesberg, secondo cui il virus Hiv non sarebbe la vera causa dell'Aids. La cosa può sembrare assurda, ma lo diventa meno se si pensa che Mullis è un premio Nobel (ha inventato il metodo per moltiplicare all'infinito piccole porzioni di Dna) e Duesberg è il più importante virologo d'America. O perlomeno lo era, prima che la sua teoria controcorrente lo facesse diventare vittima di una congiura del silenzio (nelle migliaia di articoli, ricerche, conferenze che parlano di Aids, quanti citano Duesberg?).

Ortodossia. Eresia. Termini religiosi, da cui nasce il dubbio che la scienza non sia imparziale e oggettiva come proclama di essere. E che abbia anch'essa miti, luoghi comuni, punti di vista. E dogmi inattaccabili. I filosofi della scienza non hanno risparmiato dure critiche alla loro pupilla.
Karl Popper ne ha attaccato la sicumera, sostenendo che è impossibile dimostrare definitivamente la verità di qualsiasi teoria (ciò nonostante Stephen Hawking può proclamare, tra il plauso dei suoi colleghi, che tra pochi anni sapremo tutto dell'universo).

In modo simile, Kurt Gödel ha provato che non si può dimostrare la coerenza globale del sistema matematico. Per non parlare degli infiniti paradossi sollevati dalla fisica quantistica, che minano alla base il principio di causa ed effetto. Persino il classico metodo sperimentale è stato messo sotto accusa.
Secondo Thomas Kuhn, gran parte della ricerca scientifica serve solo ad aggiungere particolari a ciò che si sa già, ma le vere rivoluzioni nascono da errori o anomalie. Paul Feyerabend ha proposto addirittura di creare un "metodo dell'errore" da affiancare a quello tradizionale. Perché lo scienziato è solo apparentemente imparziale; in realtà si muove all'interno di un sistema di teorie e verità accettate ("paradigmi", per Khun) che funziona come un paraocchi: permette di vedere facilmente ciò che concorda col suo credo, ma rende incomprensibile ciò che, invece, lo contraddice.
Confermando così quel che già all'inizio del secolo diceva Max Plank, il padre della fisica quantistica:

"Una verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce. Ma perché alla fine muoiono, e nasce una generazione per cui i nuovi concetti diventano familiari".

Segue