in
collaborazione con |
|||
|
La Scienza? E' un'opinione
di Paolo Fiorelli Verità
inattaccabili. Pregiudizi. Teorie dimostrate "oltre ogni dubbio". |
|||
|
"Esiste
una carta geografica del 1513, sicuramente autentica, che riporta con
precisione i confini del Polo Sud". Daniele
Papi, cartografo del Politecnico di Milano, ha l'aria annoiata
di chi spiega una cosa ovvia. "Il problema è che il Polo Sud fu scoperto
nel 1818". "Perché per spiegarla si sarebbero dovute stravolgere troppe verità che si considerano acquisite per sempre. Vede, la carta di Piri Reis non si limita a mostrarci l'Antartide. Ce la mostra priva di ghiacci; cioè come appariva molte migliaia di anni fa. Questo vuol dire che, in epoche che noi consideriamo preistoriche, qualcuno era in grado di disegnare mappe estremamente complesse. Doveva esistere una civiltà sviluppata... Ma questa idea va contro troppi punti fermi della scienza".
Succede
così che quando Charles Hapgood, un
membro della Royal Geographic Society, cercò negli anni Cinquanta di spiegare
il mistero, fu trattato come un pazzo. Quando poi Albert
Einstein si schierò apertamente al suo fianco, la strategia
della scienza ufficiale cambiò: non potendo più irridere Hapgood, lo ignorò.
"Il buffo è che si dovrebbe partire dai dati di fatto, e arrivare alle teorie" dice Papi. "Invece spesso si parte dalle teorie per negare i dati di fatto. La gente crede che la scienza sia sempre alla ricerca di nuove scoperte e nuove teorie. Ma è falso, perché essa è profondamente conservatrice. Ci sono dogmi da rispettare, verità inattaccabili, fatti "dimostrati per sempre. E prima di rinunciarvi, l'ortodossia scientifica usa tutte le sue armi". |
|||