Tecnologie digitali e critica letteraria
 
...rizoma

Poco dopo aver iniziato a insegnare ipertesti e critica letteraria, uno studente della mia classe, Tom Meyer, mi fece notare che l'opera di Gilles Deleuze e Felix Guattari Millepiani, doveva a tutti costi essere inserita nel mio libro. Aveva ragione. Difatti, chiunque desideri affrontare argomenti del genere deve studiare a fondo il modo in cui questi autori parlano di "rizoma", "plateau" e "pensiero nomade". E questo per molte ragioni, la più ovvia delle quali è che Millepiani è presentato come un proto-ipertesto a stampa. Come Hopscotch di Julio Cortazar, il volume di Deleuze e Guattari è accompagnato dalle istruzioni per esser letto in vari modi determinati dal lettore, in modo tale che, come afferma Stuart Moulthrop, "questo libro rizomatico può essere considerato un incunabolo dell'ipertesto: è concepito come matrice di discorsi indipendenti, ma incrociati, in cui il lettore è invitato a entrare più o meno a caso" leggendoli in qualunque ordine.

Da George P. Landow, L'ipertesto. Tecnologie digitali e critica letteraria, Bruno Mondadori editore, p.66

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