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Sulle applicazioni
industriali |
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Se si parla d'ingegneria genetica, nella nostra testa scatta subito un'associazione col sensazionalismo di certe notizie sulla clonazione. Sia chi accoglie con entusiasmo le conquiste del progresso scientifico - sognando soluzioni per il problema del rigetto nei trapianti d'organo, o per le malattie ereditarie - sia chi ne paventa i rischi - condividendo gli incubi della fantascienza - tende a considerare gli aspetti più spettacolari del fenomeno. |
![]() The Big Picture Book of Viruses. |
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Invece l'ingegneria
genetica - o piuttosto le applicazioni industriali di questo tipo di ricerca
- è qualcosa che ci tocca molto più da vicino, che riguarda
la nostra vita quotidiana in modo forse più banale, ma al tempo
stesso più inquietante.
Il sito, che dichiara di voler "offrire un'informazione scientifica corretta e imparziale, allo scopo di controbilanciare l'informazione tendenziosa incompleta e distorta veicolata dall'industria delle biotecnologie", consente a chi già conosce l'argomento e ai non addetti ai lavori di scegliere percorsi diversi (la Home Page indica i codici che permettono di distinguerli). Assai utile per la seconda categoria la pagina che spiega cos'è e come funziona l'ingegneria genetica, nella quale vengono confrontate la ricombinazione genetica che avviene attraverso l'accoppiamento e la manipolazione artificiale dei geni: mentre la prima è un meccanismo la cui funzionalità è stata "testata" per milioni di anni, l'inserimento di materiale genetico estraneo nelle sequenze naturali, operato dall'ingegneria genetica, viene paragonato a un lancio di dadi, un'operazione di cui è impossibile prevedere gli effetti. Si insiste inoltre sulla natura irreversibile di tale operazione: qualora si scoprisse che i suoi effetti sono dannosi per la salute e per l'ambiente, sarebbe impossibile "tornare indietro", annullandoli. A sostegno di queste tesi (1. l'ingegneria genetica destabilizza in tempi brevissimi equilibri che si sono assetati nel corso di milioni di anni, 2. gli effetti di questa destabilizzazione sulla salute umana e sull'ambiente sono imprevedibili allo stato attuale delle conoscenze scientifiche) vengono citate le dichiarazioni del premio Nobel per la Medicina George Wald, del microbiologo Richard Lacey e di René von Schomberg, consulente scientifico per l'ambiente del Parlamento Europeo. Come ignorare, tuttavia, le argomentazioni di chi sostiene che la manipolazione genetica offre vantaggi irrinunciabili per la produzione alimentare? Le loro tesi sono elencate in una pagina intitolata " A chi credere?":
A chi desidera approfondire l'ultimo argomento segnaliamo un interessante documento sulle strategie commerciali della Monsanto (la multinazionale americana leader mondiale nel settore delle biotecnologie) che è stato messo in rete dal Centro Sociale Molino di Lugano. Il documento - che è circolato nell'ambito del seminario telematico internazionale "Fra Bios e Biotecnologie", organizzato dai alcuni centri sociali italiani - spiega come la Monsanto si prepari a conquistare il monopolio privato del commercio di sementi per coltivazioni base (riso, frumento, soia e sorgo) che costituiscono il sostentamento per i ¾ della popolazione mondiale. Obiettivo che conta di realizzare grazie a una tecnologia che è stata ribattezzata "Terminator", perché ha la proprietà di rendere geneticamente sterili le sementi attraverso l'impollinazione ambientale (in questo modo verrebbe irreversibilmente cancellata la millenaria pratica contadina di conservare il meglio del raccolto da utilizzare come semenza per l'anno successivo). ![]() Fotogramma
del film "Il giorno dei trifidi" di Steve Sekely (USA, 1963), Segnaliamo infine la Dichiarazione" con cui l'associazione "Medici e Scienziati per un'Applicazione Responsabile della Scienza e della Tecnica" chiede una moratoria globale sul rilascio di organismi geneticamente manipolati nell'ambiente e sulla commercializzazione di cibi geneticamente manipolati. La moratoria dovrebbe durare finché non saranno acquisite adeguate conoscenze scientifiche sui rischi che l'uso alimentare delle biotecnologie comporta per la salute e gli equilibri ambientali (nel frattempo si chiede che la presenza di ingredienti geneticamente manipolati venga almeno segnalata sull'etichetta dei prodotti). Chi condivide il contenuto della Dichiarazione può attivare una procedura per sottoscriverla (lo PSRAST chiede di convalidare la firma per posta o per fax). |