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L'impegno di
Cajal per la diffusione della cultura scientifica soprattutto fra i giovani
è stato un aspetto fondamental e
della sua attività; per più di vent'anni fu infatti presidente della "Junta
de Ampliacion de Estudios", una delle prime istituzioni europee dedicate
all'educazione e agli studenti.
Il suo
libro Advice for a Young Investigator (MIT Press, 1999), tradotto
solo quest'anno, contiene osservazioni e consigli sulle qualità necessarie
per diventare uno scienziato, sui possibili problemi che angustiano i
giovani ricercatori e sulla maniera di scrivere articoli scientifici.
Il sottotitolo in Spagnolo del saggio - The Tonics of Will - rispecchia
l'opinione dell'autore che la volontà sia l'aspetto principale
che un giovane scienziato debba coltivare e possedere.
A distanza di quasi un secolo, il testo di Cajal è per la maggior parte
ancora valido: molti dei commenti sulla pratica della scienza, la sua
descrizione del metodo scientifico o le divertenti descrizioni delle principali
"malattie della volontà" che affliggono gli scienziati (come, ad esempio,
quelle di cui soffrono i "contemplatori", i "bibliofili" o i "megalomani")
sono ancora attuali.
Suonano invece anacronistiche la sua convinzione della necessità di studiare
il tedesco "perché si deve ammettere che la Germania da sola produce molti
più dati in Biologia da sola, che tutte le altre Nazioni messe insieme",
oppure le sue opinioni - molto discutibili - sulle qualità della moglie
ideale per uno scienziato…soprattutto ora che i laboratori sono popolati
per lo più da donne!
Anche considerando la distanza temporale e culturale, la lettura è comunque
piacevole ed è un'occasione per conoscere un uomo che dedicò la propria
vita alla passione per la ricerca e
che fu sempre disponibile ad aiutare le giovani generazioni.
Un altro concetto
sul quale Cajal insiste è che non si deve pensare che i problemi più importanti
della scienza siano già stati risolti. Sarebbe interessante sapere, dopo
quello che è successo alla Biologia in questi cento anni, quale sarebbe
stata la sua opinione a proposito dell'attuale dibattito sulla "fine"
della scienza (si veda La fine della scienza di John Hogan, Adelphi,
1999).
Si
consigliano infine Storia naturale del ricercatore di Renzo Tomatis
(Garzanti, Saggi Rossi, 1985, pag.167) e Il senso delle cose di
Richard Feynman (Adelphi, 1999, pag.126, L. 25.000), per aiutare i neolaureati
in materie scientifiche a conoscere più da vicino il mondo della
ricerca.
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