Consigli per giovani ricercatori
di Francesa E. Magni

Con un ritardo di quasi cento anni, esce finalmente la traduzione (in inglese) di un testo del Premio Nobel per la medicina Ramón y Cajal, che si rivolge a chi intende lavorare nel mondo della ricerca scientifica e che rimane, per la maggior parte, ancora attuale.

Santiago Ramón y Cajal (1852-1934), che grazie alle sue dettagliate descrizioni dell'organizzazione delle cellule nervose, può essere considerato il fondatore della moderna neuroanatomia, è passato alla storia anche per la polemica - dai toni molto accesi - con un altro grande scienziato, Camillo Golgi (1843-1926).
Questa famosa diatriba, che ormai è entrata, come molte altre, nell'aneddotica "scientifica", ebbe un momento culmine nel 1906, durante la giornata dell'assegnazione del Premio Nobel per il lavoro condotto sulla struttura del sistema nervoso, che entrambi vinsero (e dovettero condividere): parlò per primo l'italiano e sostenne la teoria della "rete nervosa diffusa" che considerava il sistema nervoso come una rete continua di filamenti; subito dopo prese la parola lo spagnolo, che smentì il suo predecessore, sostenendo la teoria (oggi comunemente accettata) dell'esistenza di cellule nervose separate le une dalle altre, rappresentanti le unità di base della rete nervosa. Nonostante avessero due personalità differenti (Golgi freddo e accademico, Cajal impulsivo ed entusiasta), entrambi non resistettero alla tentazione di discutere e difendere le proprie idee anche in un'occasione "regale" e ufficiale come quella.
E questo la dice lunga sugli scienziati.

Nato in Spagna nel 1852, Cajal ebbe un'adolescenza ribelle, con la convinzione di diventare un'artista. La sua passione per il disegno lo aiutò comunque in seguito anche in campo scientifico, perché le sue famose tavole che rappresentano i neuroni (si veda l'immagine a sinistra) sono ancora utilizzate nei manuali di studio odierni. Laureatosi in medicina e divenuto professore di Anatomia patologica all'Università di Madrid, nel 1887 venne a conoscenza della nuova tecnica di colorazione delle cellule cerebrali, ideata da Camillo Golgi, la cosiddetta "reazione nera" (si veda l'immagine a destra). Da quel momento in poi, si concentrò sullo studio del sistema nervoso raggiungendo risultati scientifici notevolissimi, fino al punto di essere ancora oggi uno degli autori più citati nella letteratura delle scienze biologiche.

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