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Formiche amiche di Francesa E. Magni |
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Cinquanta
milioni di anni fa una specie di formiche del Sud America abbandonò lo
stato di cacciatrici-guerriere per adottare un vero e proprio stile di
vita agricolo.
Grazie a una simbiosi vincente con un fungo, sono sopravvissute fino a ora, e nuovi studi di ricercatori canadesi hanno trovato un terzo elemento importantissimo di questa associazione: un batterio che cresce sul dorso delle formiche e che produce antibiotici pesticidi. |
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Foresta
pluviale amazzonica al crepuscolo: una colonia di più di due milioni di
formiche è in attività. Lunghe file formate da migliaia di individui rosso
mattone si dirigono verso un grande albero di fiori bianchi. Riversatesi
sul tronco, tagliano pezzi di foglie e di petali con le mandibole e poi
ritornano a casa, trasportando i frammenti raccolti sopra le loro teste.
La vita di una tipica colonia di tagliafoglie si dispiega intorno al formicaio: i lavori di "giardinaggio" si concentrano in camere adibite alla crescita dei funghi, simili a muffa bianca e ricchi di proteine, che costituiscono il loro unico nutrimento. Come autentici agricoltori, questi insetti trattano le foglie e i petali raccolti, fino a ridurli a una poltiglia sulla quale coltivare i funghi in vari passaggi che competono a caste differenti. La suddivisione in caste - una delle più complesse fra gli insetti sociali - è basata sulla taglia: dalle operaie foraggiatrici, grandi quanto una mosca, alle minuscole operaie giardiniere, con la testa larga sei millimetri e trecento volte più leggere dei soldati.
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