La genesi della dimora umana/2

 

Un tipo particolare di luoghi abitati, disposti lungo le rive dei corsi d'acqua fu quello delle palafitte, che sarebbe più appropriato defìnire villaggi lacustri o palustri, con le parti abitative erette su impalcati lignei sostenuti da numerose palizzate infisse nelle zone soggette a invasione delle acque, maree o simili. Esempi del genere ci sono offerti da numerosissimi villaggi delle popolazioni orientali asiatiche e africane.
La storia dell'evoluzione della dimora umana in senso lato ci insegna dunque come l'Homo Sapiens abbia saputo, fin dalle epoche più lontane, adattare l'ambiente ai propri bisogni, cercando ogni mezzo per ottenere il miglior risultato e applicando il proprio ingegno e il proprio senso pratico.



Veri lavori di carpenteria e di idraulica sono testimoniati in molti resti di villaggi palustri dell'Età del Bronzo, come Ledro e Fiavè, nel Trentino meridionale.
Da notare che non venivano usati chiodi o altri mezzi meccanii, ma si procedeva con lavori di incastro, tenoni, mortase, scanalature e altro, tutto sempre in legno

E' da supporre che spesso, per erigere capanne o simili, sia stato necessario un lavoro collettivo dei vari componenti dei gruppi tribali, ricorrendo poi, in epoche avanzate come quella dell'Età del Bronzo, all'opera di veri specialisti, occupati in lavori di carpenteria come quelli richiesti dalle stazioni preistoriche di tipo terramaricolo e palafitticolo. In tempi via via più avanzati la "dimora" divenne oltre tutto il luogo in cui era più presente la donna, che doveva accudire la prole e a preparare i pasti, mentre l'uomo era più occupato dalla caccia, dall'agricoltura, dalla pastorizia.

Uno dei più interessanti esempi di siti abitati in epoche preistoriche è quello di Skara Brae nelle Isole Orcadi, con vari ambienti di villaggi neolitici. Qui potete vedere un ambiente in cui sono rimasti conservati gli alloggiamenti per le lettiere, per il focolare, per vari ripostigli e una specie di "armadietto" di pietra a ripiani, tutti realizzati con lastroni di pietra locale.

Certo da quelle poche pietre disposte a regola d'arte o da quella fila di fori o quanto altro rimastoci di quelli che furono un tempo luoghi di sosta, di tappa o di abitazione, si sprigiona un fascino particolare: è il fascino di tutto ciò che è carico di significato umano, che ci appartiene, che fa parte di una tradizione antica ma sempre presente.

L'uomo del Paleolitico

I Giovedì del Museo Archeologico di Milano
in collaborazione con l'Associazione Lombarda Archeologica
presentano un ciclo di lezioni sul Paleolitico, in cui - oltre a illustrare le principali tappe evolutive - si tratterà anche delle attività pratiche e spirituali che hanno occupato i nostri antenati, per concludersi con una serata al Planetario, per vedere come doveva apparire il cielo stellato nel Paleolitico.

Sede: Associazione Lombarda Archeologica - Amici del Museo
Via Terraggio 1 - 2° piano

ore 17.30

21.10 Origine ed evoluzione dell'Uomo
di Anna Alessandrello
4.11 L'estrazione della selce
di Sergio Martini
18.11 La scheggiatura della pietra
di Monica Piancastelli
2.12 Nuovi indirizzi nello studio dell'arte parietale paleolititca
di Raffaele de Marinis
Civico Planetario - Corso Venezia 65 -ore 17.30 16.12 Il cielo notturno nel Paleolitico
di Alessandro Gaspani

Vai al percorso

Torna al sommario