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Noi
oggi siamo abituati a considerare più che naturale il fatto di disporre
di un luogo - che chiamiamo "casa", sia esso un intero palazzo oppure
solo un piccolo locale - in cui trascorriamo gran parte della nostra esistenza,
vi passiamo le notti, spesso vi consumiamo i pasti e vi svolgiamo le varie
attività della vita quotidiana.
Ma
gli inizi quali sono stati? Possiamo riconoscere quali siano state
le "dimore" dei tempi più antichi? L'uomo primitivo ebbe la necessità,
il desiderio l'attitudine di costruirsi la propria casa? Con che mezzi,
quali materiali, con quali scelte?
Uno studioso di Paleoantropologia ci fa ripercorre le prime tappe di questo
viaggio, accompagnandolo con alcune immagini.
I
link di queste pagine rimandano a un percorso didattico per ragazzi delle
scuole medie inferiori.
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Capanna
dei pigmei Baka della foresta del Camerun. Diversi rami flessibili
vengono infissi nel terreno a formare una cupola, che viene poi
ricoperta a intreccio con grandi foglie. Le capanne sono opera esclusiva
delle donne; ci vogliono non più di quattro ore per costruirne
una e possono resistere diversi mesi.
La loro funzione è solo di riparo contro la pioggia e per
la notte, mentre la vita diurna si svolge all'aperto
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Secondo
un luogo comune piuttosto radicato, l'uomo primitivo viene spesso definito
per antonomasia l'uomo delle caverne - appellativo in buona parte pertinente
perché in realtà le caverne costituirono
per molto tempo e in molte zone il luogo ideale, offerto gratuitamente
dalla natura, perché l'uomo potesse trovarvi riparo. Ne sono testimonianza
le numerosissime tracce che i ricercatori hanno riportato alla luce con
migliaia di reperti dell'epoca: utensili litici, ossa, avanzi di pasti,
ceneri di focolari e altro ancora che riempiono da tempo gli elenchi delle
pubblicazioni scientifiche e molte vetrine di musei specializzati nel
campo archeologico preistorico.
Dove non esistevano zone dirupate con caverne naturali, come nelle vaste
pianure dell'Europa Orientale o nelle vallate dell'Europa Balcanica, le
genti antiche seppero ugualmente ingegnarsi per realizzare nel miglior
modo il luogo delle loro dimore. In Ucraina, presso Molodova, i ricercatori
hanno individuato i resti di un insediamento risalente al Paleolitico
Medio - oltre 45.000 anni fa. Quanto rimasto testimonia l'esistenza di
capanne erette con cura: in mancanza di legname d'opera, per le pareti
di sostegno vennero impiegate decine di mandibole di mammut, insieme a
pietre e terriccio del luogo. Se si pensa che le genti che vivevano qui
erano dei neandertaliani, non si può che esprimere una convinta ammirazione
per questa umanità che stava iniziando la salita evolutiva dell'Homo
Sapiens.
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La
Sardegna è ricca di testimonianze della civiltà
nuragica o precedente, come il villaggio di Palmavera (nella
foto). Costante in tutti questi insediamenti è la presenza
di siti a pianta perfettamente circolare, delimitata da muretti
in pietra, spesso con un risalto di pietre piatte disposte all'interno,
che doveva servire come sedile. La copertura doveva essere di materiale
deperibile, con travetti in legno, paglia, fogliame e simili.
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Il
rinvenimento di resti di siti abitati risalenti al lontano Paleolítico
ci devono far capire come lo stato di bisogno e l'ingegnosità umana si
siano combinati con successo già molte decine di millenni or sono, quando
l'umanità era costituita essenzialmente da cacciatori e raccoglitori di
frutti spontanei.
L'aspetto sociale delle genti preistoriche cominciò a subire profonde
modificazioni con l'inizio dei tempi neolitici,
nei primi secoli dell'Olocene, quando i nuovi aspetti dell'economia agricola
e pastorale portarono le comunità alla sedentarietà. La fissazione delle
sedi vide sorgere allora interi villaggi, costituiti da capanne a pianta
rotonda, ovale o quadrangolare, di cui si hanno numerosi esempi, frutto
di campagne di scavo in tutti i Paesi.
Sulle
rocce delle Foppe di Nadro, in Val
Camonica, è visibile una serie di incisioni che raffigurano
un intero villaggio, con le capanne formate da un ambiente centrale
sostenuto da pali verticali e un ambiente superiore, il cui tetto
a due spioventi è sorretto da pali disposti obliquamente:
al centro del tetto sporgono figure di corna taurine di valore apotropaico
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Segue
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