La genesi della dimora umana

di Vincenzo Fusco

 

Noi oggi siamo abituati a considerare più che naturale il fatto di disporre di un luogo - che chiamiamo "casa", sia esso un intero palazzo oppure solo un piccolo locale - in cui trascorriamo gran parte della nostra esistenza, vi passiamo le notti, spesso vi consumiamo i pasti e vi svolgiamo le varie attività della vita quotidiana.
Ma gli inizi quali sono stati? Possiamo riconoscere quali siano state le "dimore" dei tempi più antichi? L'uomo primitivo ebbe la necessità, il desiderio l'attitudine di costruirsi la propria casa? Con che mezzi, quali materiali, con quali scelte?
Uno studioso di Paleoantropologia ci fa ripercorre le prime tappe di questo viaggio, accompagnandolo con alcune immagini.

I link di queste pagine rimandano a un percorso didattico per ragazzi delle scuole medie inferiori.

Capanna dei pigmei Baka della foresta del Camerun. Diversi rami flessibili vengono infissi nel terreno a formare una cupola, che viene poi ricoperta a intreccio con grandi foglie. Le capanne sono opera esclusiva delle donne; ci vogliono non più di quattro ore per costruirne una e possono resistere diversi mesi.
La loro funzione è solo di riparo contro la pioggia e per la notte, mentre la vita diurna si svolge all'aperto

 

Secondo un luogo comune piuttosto radicato, l'uomo primitivo viene spesso definito per antonomasia l'uomo delle caverne - appellativo in buona parte pertinente perché in realtà le caverne costituirono per molto tempo e in molte zone il luogo ideale, offerto gratuitamente dalla natura, perché l'uomo potesse trovarvi riparo. Ne sono testimonianza le numerosissime tracce che i ricercatori hanno riportato alla luce con migliaia di reperti dell'epoca: utensili litici, ossa, avanzi di pasti, ceneri di focolari e altro ancora che riempiono da tempo gli elenchi delle pubblicazioni scientifiche e molte vetrine di musei specializzati nel campo archeologico preistorico.
Dove non esistevano zone dirupate con caverne naturali, come nelle vaste pianure dell'Europa Orientale o nelle vallate dell'Europa Balcanica, le genti antiche seppero ugualmente ingegnarsi per realizzare nel miglior modo il luogo delle loro dimore. In Ucraina, presso Molodova, i ricercatori hanno individuato i resti di un insediamento risalente al Paleolitico Medio - oltre 45.000 anni fa. Quanto rimasto testimonia l'esistenza di capanne erette con cura: in mancanza di legname d'opera, per le pareti di sostegno vennero impiegate decine di mandibole di mammut, insieme a pietre e terriccio del luogo. Se si pensa che le genti che vivevano qui erano dei neandertaliani, non si può che esprimere una convinta ammirazione per questa umanità che stava iniziando la salita evolutiva dell'Homo Sapiens.

La Sardegna è ricca di testimonianze della civiltà nuragica o precedente, come il villaggio di Palmavera (nella foto). Costante in tutti questi insediamenti è la presenza di siti a pianta perfettamente circolare, delimitata da muretti in pietra, spesso con un risalto di pietre piatte disposte all'interno, che doveva servire come sedile. La copertura doveva essere di materiale deperibile, con travetti in legno, paglia, fogliame e simili.

Il rinvenimento di resti di siti abitati risalenti al lontano Paleolítico ci devono far capire come lo stato di bisogno e l'ingegnosità umana si siano combinati con successo già molte decine di millenni or sono, quando l'umanità era costituita essenzialmente da cacciatori e raccoglitori di frutti spontanei.
L'aspetto sociale delle genti preistoriche cominciò a subire profonde modificazioni con l'inizio dei tempi neolitici, nei primi secoli dell'Olocene, quando i nuovi aspetti dell'economia agricola e pastorale portarono le comunità alla sedentarietà. La fissazione delle sedi vide sorgere allora interi villaggi, costituiti da capanne a pianta rotonda, ovale o quadrangolare, di cui si hanno numerosi esempi, frutto di campagne di scavo in tutti i Paesi.

Sulle rocce delle Foppe di Nadro, in Val Camonica, è visibile una serie di incisioni che raffigurano un intero villaggio, con le capanne formate da un ambiente centrale sostenuto da pali verticali e un ambiente superiore, il cui tetto a due spioventi è sorretto da pali disposti obliquamente: al centro del tetto sporgono figure di corna taurine di valore apotropaico


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