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Stelarc
Nelle performance del passato il corpo si è messo in
scena con tecnologie aggiunte (la Terza Mano, attivata con segnali elettromotori),
con tecnologie inserite (la "Stomach Sculpture", un meccanismo che si
autoillumina, emette suoni, si apre e si chiude, si estende e si contrae
all'interno dello stomaco) e collegato alla Rete (il corpo viene posseduto
e attivato in remoto da persone che si trovano in altri luoghi). Il corpo
è stato espanso, invaso e ora diviene un ospite, un host, non solo di
tecnologie ma anche di agenti remoti. Come Internet fornisce modalità
estese e interattive di mostrare, collegare e recuperare informazioni
e immagini, ora potrebbe consentire modalità inattese per accedere, interfacciare
e caricare (uploading) il corpo stesso. Internet, anziché soddisfare
antiquati desideri metafisici di disincarnazione, offre strategie potenti,
individuali e collettive per proiettare la presenza del corpo ed estrudere
la coscienza del corpo. Internet non accelera la scomparsa del corpo e
la dissoluzione del sé; piuttosto genera nuovi collegamenti fisici collettivi
e una taratura telematica della soggettività. L'autenticità del corpo
qui non è dovuta alla coerenza della propria individualità ma piuttosto
alla molteplicità degli agenti collaborativi. Ciò che diviene importante
non è soltanto l'identità del corpo, ma la sua connettività; non la sua
mobilità o la sua collocazione, ma la sua interfaccia…
Come
sarà allora il tuo corpo tra dieci anni?
Stelarc
Be'… molto più vecchio, soprattutto
(Stelarc esplode nella sua tipica risata tuonante)
E
poi?
Stelarc
Dieci anni sono troppo pochi. Sarà interessante vedere
come saranno i nostri corpi tra cento, duecento anni, con gli effetti
di innesti tecnologici e protesici temporanei e permanenti e con l'utilizzo
di medicinali e trattamenti che allungheranno le nostre vite. Ma forse
dovresti chiederlo a uno scrittore di fantascienza. Io non sono tanto
interessato a cercare di indovinare quanto muterà il nostro corpo nel
futuro, perché come artista ciò che voglio è creare delle interfacce specifiche,
mostrare il mio corpo come scultura, come scultura vivente. Il mio lavoro
non consiste nel fare predizioni sul corpo del futuro, ma piuttosto nella
costruzione di interfacce reali, nel mettere in atto un rapporto che di
solito non si ha con la tecnologia, con effetti a volte prevedibili e
a volte no, ma certo non faccio alcuna previsione di tipo fantascientifico.
Tu
hai comunque seguito molto da vicino la rivoluzione tecnologica (e in
particolare quella delle tecnologie elettroniche e multimediali) in questi
ultimi decenni, dagli anni Settanta in poi.
Vedi
al momento una nuova tecnologia, una tecnologia emergente che potrebbe
entrare a far parte del tuo lavoro?
Stelarc
Questo è un genere di problema che in realtà non mi
interessa particolarmente. Io ho usato sistemi di realtà virtuale, sistemi
di medical imaging e di ingegneria robotica per cercare di dare una risposta
a una domanda: cosa significa essere un corpo? Cosa significa fare parte
di un sistema-cyborg? Non mi interessa pensare a cosa succederà in futuro.
Non faccio una ricerca metodica - perlomeno non in senso scientifico.
Uso solo quello che mi serve.
Ma
nel tuo lavoro t'interessa di più esplorare nuove possibilità per un corpo
mutato o mettere in atto meccanismi inediti di percezione del corpo?
Stelarc
Sono due elementi che devono sempre coesistere. Nuove esperienze per il
corpo significano immagini che mostrano il corpo in modo nuovo e differente.
Credo che l'idea di corpo non sia semplicemente quella di un'unità biologica,
ma piuttosto di un corpo con molte estensioni, aggiunte protesiche, estrusioni
mediatiche e di rete.

Si ringrazia
Massimo Vergalito per la gentilissima collaborazione.
Il
sito principale, autorizzato dall'artista si trova all'indirizzo
http://stelarc.va.com.au/
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