L'insostenibile virtualità dell'essere



Immaginate un computergame in cui il driver sia di materiale organico un morbido "coso" fatto di pelle, cartilagini e nervi. Niente schermo: per partecipare basta farsi istallare un "bioporto" sulla schiena dove inserire una sorta di cordone ombelicale collegato al "coso-driver". A questo punto il gioco può cominciare: il computergame "pesca" dall'inconscio e dalla memoria dei partecipanti, con risultati imprevedibili e irripetibili.
È questo il perno attorno al quale ruota l'ultimo film di Cronenberg, Orso d'argento a Berlino, eXistenZ.
E mai titolo è stato più azzeccato perché è di esistenza che si parla, in questo pout-pourri fanta-cibernetico.
Il film, ovviamente, ha una storia: arrivano i cattivi, un gruppo di sabotatori anti-eXistenZ che sparano all'impazzata proiettili (denti umani) ad alta velocità, con le loro pistole, organiche anche queste. Per salvare il salvabile, occorrerà "entrare" nel gioco stesso, schivando i ripetuti assalti dei sabotatori, dentro e fuori la realtà.

Gli ingredienti ci sono tutti: l'uomo in comunicazione con la macchina, la macchina che non si distingue più dal corpo, il reale che non ha più confini con il virtuale. Tra computergames, giochi di ruolo e terrorismo neo-luddista. Non manca neanche una donna, all'origine di tutto. Perché è lei, Allegra Geller (Jennifer Jason Leigh) l'inventrice di eXistenZ, quella a cui cercheranno di fare la pelle per tutto il film (e a Ted Pikul alias Jude Law).
Mentre la ricerca esplora i territori di confine tra scienze biologiche e informatiche, Cronenberg ha profilato uno scenario "non impossibile" con la sua creatività visionaria e anticipatoria. Del "coso-driver" cinematografico, l'autore e i suoi collaboratori vanno particolarmente fieri. Ne parlano come di un "animaletto" con una sua emotività, che suscita simpatia. Di fatto, è uno dei protagonisti del film.

Il sito del film, con la storia, i protagonisti, gli effetti speciali, il backstage e soprattutto molte e inquietanti immagini. Per decidere se andare di corsa a vederlo, appena approderà nelle nostre sale, o tenersene alla larga.

"Volevamo qualcosa che facesse venir voglia alla gente di prenderlo in braccio: siamo approdati a questa forma morbida, dalla consistenza carnosa, che rimanda a qualcosa di organico e astratto insieme".
Organi-tech, è stato definito. Un neologismo con cui, probabilmente, dovremo fare i conti.

B.J

 

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