L'insostenibile virtualità dell'essere


 

Ma, scrive Caronia,

"le tecnologie virtuali cominciano ad affiancare un terzo processo, quello di disseminazione del corpo nelle reti e negli spazi virtuali, immateriali, delle macchine digitali. E il corpo disseminato è destinato a modificare un rapporto basilare, che aveva retto immutato per decine di migliaia di anni, il rapporto fra corpo e identità... (Il completo stravolgimento di questo rapporto) si verificherà in modo ampio e diffuso quando si realizzerà l'incontro, oggi solo promesso, fra realtà virtuale e reti telematiche: quando il mondo consisterà anche di ambienti artificiali convincenti e modificabili... (dove) si incontreranno corpi virtuali... capaci di generare l'uno nell'altro risposte sensoriali anch'esse convincenti e totali".

IL CORPO VIRTUALE
Dall'intervista di Antonio Caronia per Mediamente "Il corpo non è meramente il supporto fisico sul quale si giocano e si inseriscono le attività dell'uomo, ma è un interfaccia tra l'uomo e il mondo, è un insieme di pratiche simboliche o di costruzioni culturali, che servono per demarcare l'identità culturale tanto individuale quanto collettiva. E' da questo punto di vista che la disseminazione del corpo nelle reti rappresenta la grande novità del prossimo millennio, con tutte le potenzialità da un lato e con tutti i problemi dall'altro, che esso può comportare."

Quando cioè la tecnologia riuscirà a far condividere in rete non solo le parole (come avviene sui Mud) e/o le immagini (come su Bodies©Inc), ma contemporaneamente tutto il patrimonio sensoriale dell'uomo, grazie ai computer, e a ciò che probabilmente avrà preso il posto dei caschi e delle tute che oggi appartengono al guardaroba della realtà virtuale (e di una certa moda subito pronta a cogliere il lato cyberfetish).
"Certo a quel punto l'uomo, qualsiasi sia il nome che vorrà darsi, non sarà più quello che è stato finora", sottolinea Caronia.

Dopo queste letture - con la testa un po' confusa ma rassicurata sul fatto di essere . politically correct - mi scelgo due occhi verdi, un paio di gambe lunghissime e un seno prosperoso. Il mio avatar è ora un'Ava Gar(dner): il mio sé proteiforme e fluido ha deciso che me lo posso permettere, nonostante tutto. Adesso posso spegnere il computer e andare a sfamare la mia realtà biologica, mentre il mio bellissimo corpo virtuale aspetta, nel Limbo di Bodie©Inc, di essere disseminato nella rete.

 

Segue