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"Il
cyborg è la figura nata sull'interfaccia tra automazione e autonomia"
Donna Haraway
L'ambiente
è decisamente asettico. Dopo aver risposto a una serie di domande (sesso,
età, etc.) passo a scegliere i pezzi: le gambe, la testa, le braccia.
Quello a cui sto partecipando sul sito Internet di Bodies©Inc.
è solo un esperimento: la costruzione di un "avatar", un'identità dotata
di un corpo virtuale in grado di interagire con altre identità altrettanto
virtuali. Quante? Circa 1.900, al momento.
Mentre osservo il mio alter ego sullo schermo, percepisco un senso di
estraniazione. E se un giorno fosse tecnicamente possibile collegare i
movimenti del mio avatar - il suo sguardo, la sua pelle - ai miei? Quel
giorno, quando verrà, io sarò dentro o fuori lo schermo, sarò sempre io?
E, in definitiva, io chi sono?

Oscillando
tra fascino e inquietudine, mi rendo conto che questo è molto più di un
gioco. Quello che si sta profilando è lo scardinamento di concetti come
realtà e apparenza, sé e altro, qui e altrove. Detto altrimenti: con il
progresso delle nuove tecnologie della comunicazione, le categorie tradizionali
del pensiero mostrano la corda perché non sono più in grado di interpretare
il mondo. Il dualismo che da Platone in poi ha opposto il peso della materia
alla leggerezza dello spirito, il corpo alla mente, andrà a pallino con
un semplice clic di mouse.
Intanto, mentre gli intellettuali si interrogano sui significati di questi
mutamenti e i ricercatori lavorano sulle tecnologie, la gente naviga su
Internet prendendo parte - più o meno consapevolmente - al gigantesco
work in progress che sta disegnando il futuro.
Segue
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IDENTITA' MULTIPLE
La sperimentazione di nuove identità, del cambiamento di sesso o di età,
di nuove rappresentazioni del proprio io può avvenire in molti luoghi
virtuali, e non solo nei MUD o nei siti dove si è chiamati a costruirsi
un avatar. Sandy Stone, nel libro "Desiderio e tecnologia. Il problema
dell'identità nell'era di Internet", edito da Feltrinelli , racconta di
esperienze di questo tipo nelle chat line. Nel nostro
archivio, potete leggere la storia di una "grande truffa",
a opera del Dottor Lewin che divenne Julie, dottoressa muta e paraplegica,
e con questa identità partecipò a lungo alla chat di CompuServe.
Ma
anche le comunità virtuali lasciano spazio alla creazione di identità
multiformi, come racconta Brenda Laurel, ricercatrice sulle tecnologie
multimediali e creatrice dei primi Cd Rom per ragazzine, con il marchio
Purple Moon.
"La nostra esperienza alla Purple Moon e alla Interval ci dice che, nonostante
le persone sperimentino diverse identità, quando per la prima volta si
uniscono a una comunità virtuale, in genere tendono a stabilizzarsi su
un'identità che è più o meno coerente con la loro vita reale. Credo che
faccia parte della pre-adolescenza sperimentare ruoli diversi e una parte
di ciò facciamo alla Purple Moon consiste proprio nel mostrar loro che
noi facciamo molte scelte nella nostra vita, per tutto il tempo, incluse
quelle su come "rappresentiamo" noi stessi. ..."
Dall'intervista
di Mediamente a Brenda Laurel.
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