Nel 1995 Jacques Dumarcay, nuovo archeologo francese, riapre il cantiere di Baphuon e scopre che il basamento del tempio, e cioè una prima parte del lavoro di Groslier, è in discrete condizioni. La fotografia che appare in questa pagina è del 1980. Non è rappresentativa delle condizioni di Baphuon perché nel decennio successivo la struttura ha subito ulteriori danneggiamenti. Ma il basamento ritrovato da Dumarcay si intravvede.
Ora i lavori di restauro sono in pieno svolgimento e si tratta sempre di ricomporre un puzzle di centinaia di migliaia di pezzi. La tecnica usata fa riferimento agli strumenti più avanzati dell'informatica. Ogni pezzo è stato memorizzato nelle sue superfici - immaginiamoci un cubo con i suoi sei lati - in modo da cercare, via computer, le "facce" che presentano strutture ad incastro.

Si prevede che i lavori abbiano termine intorno al 2003. Per quella data il tempio di Baphuon, il più grande fra quelli di Angkor - 100 metri di lato, per una altezza di circa 50 metri - tornerà alle sue forme originali.

Nel frattempo la popolazione cambogiana sta definitivamente abbandonando la leggenda del tempio. Anche le genti di campagna, che ancora durante gli anni di guerra narravano di Pisnouka, l'artefice quasi divino dei templi, sono ora convinte che furono i loro avi a costruire Angkor.


Il racconto della leggenda di Pisnouka si può leggere, in francese, al seguente indirizzo:
http://www.refer.mg/cbodg_ct/tur/contes/angkor.htm

Molte immagini delle architetture di Angkor sono reperibili alla pagina seguente:
http://www.unesco.org/webworld/asia/en/angkor.htm

Un resoconto più dettagliato sui lavori di restauro si trova al seguente indirizzo:
http://www.refer.mg/cbodg_ct/tur/angkor/temple0.htm

Vedi anche il servizio su Laos e Cambogia nello speciale viaggi di Url
http://www.url.it/speciali/viaggi/viaggi.htm

 

Fine

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