Per i cambogiani, passato un secolo dalla fine di Angkor, non restò memoria dei fatti storici accaduti, e quei templi, grandi e avvolti dalla vegetazione, entrarono nella leggenda.
Non erano opera dell'uomo ma degli dei.
Pisnouka, figlio di una danzatrice celeste e di un essere umano, era stato inviato agli dei per apprendere le arti. Vide i templi costruiti dalle divinità e da loro stesse ebbe il mandato di tornare fra gli umani e costruirne di simili. Così nacque Angkor.

 

 

 

 

 

 

 

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