PORTOGALLO/2

Tracce del passato

 

 

 

 

Cromlec di Almendres

 

 

 

 

Molto più copiose sono le testimonianze archeologiche che risalgono al terzo millennio a.C. circa, epoca in cui il territorio portoghese era popolato da genti neolitiche che abitavano villaggi in pietra e si dedicavano all'allevamento e alla coltivazione dei campi.
Interessanti le loro usanze rituali come quella delle sepolture collettive in capanne di pietra, i cosiddetti "dolmen", formati da pietre infisse verticalmente, su cui è posato un lastrone litico. Diffusissimi in quasi tutto il Portogallo, presentano esemplari di grande suggestione, come il dolmen Anta Grande do Zambujero, nel territorio di Evora: per le sue dimensioni ciclopiche viene giustamente ritenuto il più grande d'Europa.
Nella stessa zona sono visitabili anche altri dolmen, tra cui il Dolmen di Valverde e quelli compresi in un circuito di elevato interesse attraverso le colline.

Dolmen Anta Grande de Zamuejro

Tra i monumenti megalitici di quest'epoca, particolare attrattiva presentano i cromlech, circoli di pietra al centro dei quali si erge un menhir, lunga pietra verticale. Uno questi è il Cromlech dos Almendres , costituito da 95 monoliti disposti tutt'intorno, di forma più o meno tondeggiante, uno dei quali presenta incisioni circolari. Si ritiene che anche i cromlech rientrassero in quella sfera di manifestazioni rituali connesse forse con i cicli stagionali e la coltura dei campi.
Un altro cromlech di pari interesse si può ammirare non lontano da Monsaraz: è il Cromlech do Xerez, formato da una cinquantina di grosse pietre disposte a circolo, in mezzo alle quali si erge un menhir alto 5 metri.
Menhir simili sono infine molto diffusi in vari territori, alcuni di proporzioni eccezionali, come il Menhir de Bulhoa, poco a nord di Monsaraz, la cui forma lascia supporre l'esistenza di riti di carattere fallico.

 

Belle immagini dei megaliti del Portogallo

Su dolmen e menhir in altri paesi europei, vedi il sito in lingua inglese Stone Pages


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