Libia, vivere sull'orlo del deserto
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n.24 del 4 giugno 1999

Se Tripoli è città moderna, cosmopolita e spensierata, con molti giovani in giro per le strade (poco lavoro anche qui), se si vedono sfrecciare macchine lucidissime, molto coreane e jap nella carrozzeria (e non soltanto quelle scassate), se la sera si passeggia senza problemi mangiando un gelato (molto dolce), basta spostarsi di qualche centinaio di chilometri per raggiungere una dimensione alla quale noi proprio non siamo abituati: l'immensità del deserto.

Dal tour fotografico realizzato da un italiano, Francesco Zanette:
"... il tour è stato realmente effettuato con quattro autocaravan (camper) in estate. Visiteremo la zona archeologica più interessante della Libia (Jamahiriya): Leptis Magna utilizzando una mappa interattiva e poi, dopo essere passati per Sabratha, scenderemo lungo il confine tunisino prima a Nalut e, lungo una suggestiva strada, fino alla mitica città di Ghadamès (Ghadamis) per poi spingerci più a sud, nell' oasi di Fjeay, dal cui ostello è possibile prenotare i fuoristrada necessari per addentrarsi nel cuore del Sahara Ubari fino ai laghi di Gabraoun e Mandara."

El Jebal Nafusa, il lungo altopiano rosato, (la montagna dei Berberi, il cui nome ricorda la leggendaria regina El Cahena e le antiche tribù dei Nefusa), si fa più lontano man mano che ci si inoltra in un paesaggio biancastro, di cespugli, poi sembra d'essere in Arizona, mancano solo i cactus.
Ed ecco Nalouth, moderna e cementosa cittadella ex berbera, in cima a una rupe accanto ai resti di un abitato troglodita confuso con la montagna (ormai quasi completamente smangiato dal vento).
E dopo ore di silenzio e di carcasse di macchine (e una, purtroppo, di dromedario) ai bordi della strada, comincia la "Hamada Eì Hamra".

Forse anche le tombe dei Garamanti sono qui. Una spedizione italiana proprio in questi giorni sta scavando e scoprendo una nuova cittadella, a Aghram Nadharit, 200 km. circa a sud di Germa, l'antica capitale del regno dei Garamanti (II, III sec. d.C.).

Gadames sembra un luogo inarrivabile, (era chiamata l'Interderdetta), e rarissimi gli occidentali di passaggio. Oggi ci sono gli aerei! Non assomiglia a nessun'altra città del territorio sud tripolino, algerino, tunisino (in questo punto i tre confini quasi si incontrano), ma piuttosto alle famose capitali del bacino del Niger, dei sultanati negri di un tempo. E' intensamente africana, nei colori sgargianti del suo artigianato (un bel regalo le scarpette ricamate e con le borchie), nel bianco assoluto dei muri, gli smerli, i disegni esoterici, le torri, le vie coperte ramificate in mille meandri dove ci si può perdere, il baldacchino sotto il quale si nasceva e sotto il quale il padrone di casa morto veniva presentato alla comunità. Ma con qualche intrusione bizantina perché Gadames è stata centro di cultura e nodo carovaniero importante, influenze ne ha date e ne ha raccolte.

Via Gadames il bacino del Niger e il Mediterraneo hanno cominciato a conoscersi. E qui ci sono tante belle persone da conoscere come i vecchi che ti raccontano gli splendori dei giardini (nel deserto) di un tempo, datteri, colossali gelsomini, orti. Perché non li curano più? Perché i giovani vogliono solo correre sulle dune con quelle stupide Land Rover (per altro utilissime negli spostamenti sul deserto)?
Oggi purtroppo Gadames è stata svuotata dei suoi abitanti che vivono in case moderne dagli anni '60. La vecchia città è sotto l'egida dell'Unesco, come un vuoto monumento dove si va a prendere il fresco d'estate perchè in alcuni punti è di qualche metro sotto terra.
Ottobre è il mese migliore per visitarla, quando si tiene un festival di musica e d'incontri che mi piacerebbe tanto vedere. Insciall`h!

 

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LA DONNA E LA FAMIGLIA
NELLA CULTURA ISLAMICA

Da un sito realizzato in ambito accademico, la pagina sul ruolo delle donne nell' Islam, tendente a dimostrare che non c'è alcuna subordinazione della donna nelle società musulmane.

Più interlocutorio questo lungo saggio, che pone a confronto la tradizione culturale islamica versus quella giudaico-cristiana. Il focus è sempre il ruolo delle donne.

GLI ITALIANI IN LIBIA
Di un grande portal sulla cultura islamica, ricchissimo di link ad altri siti, realizzato in inghilterra da Ibrahim Ighneiwa, segnaliamo la pagina dedicata alla occupazione italiana in Libia e alle forme di resistenza sul territorio.


In questa immagine si può vedere Omar Al-Moktar, eroe nazionale della resistenza, in catene. Sulla sinistra si può riconoscere Graziani, che nel web viene chiamato Grasiani, mentre Mussolini diventa Musoliny.

LE AMAZZONI IN LIBIA
Sono probabilmente vissute nelle terre abitate dai Berberi, e sono strettamente legate a questa popolazione autoctona. Non sarà un caso che i Berberi si chiamano nel loro idioma AMAZIGH, simile ad AMAZON. Questo sito ne ricostruisce le vicende storiche e mitologiche, con grande dovizia di supporti iconografici e bibliografici. Interessante anche il confronto con miti, tradizioni, reperti storici sulle donne guerriere in Grecia. Per ritornare al ruolo delle donne nella società, le donne berbere sono depositarie della cultura scritta, e si trasmettono di generazione in generazione uno speciale alfabeto, Tifinagh, su cui si fondano le antiche forme di scrittura.
L'
immagine sopra presenta una pittura rupestre, scoperta nel Sud della Libia, nella zona di Fezzan. La donna col cappello è una rappresentazione che si ritrova anche nei reperti greci.

QUANDO IL DESERTO DIVENTA
UNA MALATTIA


Glauco Martines ha realizzato questo sito, una associazione "virtuale" e informale di amanti del deserto. E' un grande luogo di incontro e di scambio di informazioni, da visitare assolutamente se si è intenzionati a partire verso questa meta. Troverete appunti di viaggio, libri, data base sui diversi paesi, consigli, notizie e molte foto. Se la malattia del deserto vi ha già contagiati, potete alimentarla partecipando a un mega "raduno di SAHARA EL KEBIRA" , che si terrà il 10 e 11 luglio in un agriturismo nei pressi di Masone, tra Alessandria e Genova. Oppure partecipando al concorso La foto del mese.

UNESCO
Il documento dell'Unesco

sulle città libiche patrimonio del mondo.

ERATOSTENE
Pagina dedicata al celebre matematico nativo di Cirene
( 76a.C ) e morto ad Alessandria d'Egitto (194 a.C.).
La sua fama è legata soprattutto al fatto di essere stato il primo a fare una misurazione della circonferenza della terra, sorprendentemente accurata per l'epoca.