Libia, vivere sull'orlo del deserto
in collaborazione con



n.24 del 4 giugno 1999

 

E finalmente l'embargo è finito! Finalmente non si dovrà più raggiungere la Libia via terra, attraversando in taxi due frontiere con dogane lentissime e pasticciate, una vera tortura. Posti di blocco di qua e di là, passaporto sempre in mano. Lunghe attese sotto il sole inseguendo con gli occhi, per far passare il tempo, le rondini che han fatto i nidi sotto le bollenti tettoie di frontiera.
Tirar fuori ogni volta le valige pesanti: "Cos'è questo? Cos'è quello? Superalcolici?". "No".
" Bene, perché sono vietatissimi!" "Sì, lo so". Non mi par vero, (dopo dieci anni di embargo), oggi si potrà arrivare in Libia con l'aereo! Con l'aiuto di Dio, già stanno risistemando il bell'aeroporto di Tripoli, immerso nel verde, coi suoi vetri fumé (luce abbagliante) e marmi dappertutto. Vie di comunicazione ampie e moderne raggiungono Tripoli e attraversano il suo lungomare di balaustre e giardini.

Arretrato, ecco il muro del castello fortezza una volta a pelo dell'acqua, dietro c'è il Souk, il tortuoso mercato delle meraviglie.
Gli orafi e i gioiellieri: luccicanti filigrane d'oro, mazzi di perle, argenti berberi, sono separati dai tessuti, da sempre avvolti in un'ombra medioevale sotto gli archi e le volte.

Con chi andare
di Valeria Serra

Fino al giorno in cui l'embargo aereo imposto alla Libia non verrà sospeso anche per i voli civili (pare sia questione di qualche mese), l'atterraggio a Djerba in Tunisia, 300 chilometri dal confine, rappresenta l'unica via d'accesso al paese.
Per l'ingresso in Libia è necessario il visto, da richiedere 3 settimane circa prima del giorno della partenza al Consolato Generale (via Baracchini 7, Milano, tel. 02.86464285) o all'Ambasciata in Italia (via Nomentana 365 Roma, tel. 06.320951).
Alitalia e Tunisair collegano Roma con Djerba e il costo del biglietto a/r parte da 580 mila lire. Chi viaggia da solo può noleggiare un'automobile (costa il 30% circa meno che in Italia): è sconsigliabile avventurarsi nelle aree desertiche senza una guida esperta (si trovano da Germa Travel di Tripoli, tel. 0021.8214442592).
Tra i tour operator che organizzano viaggi in Libia, Turisanda (tel. 02/75201) propone tour di otto giorni: il viaggio in gruppo, compresi il viaggio aereo, vitto e pernottamenti, costa 1 milione e 580 mila lire; individuale, a partire da 1 milione 750 mila lire.
Chi, infine, vuole vivere a stretto contatto con il deserto, può prenotare, con Aviomar (tel. 02.583941) o con Milone Viaggi (tel. 0321.399226) la tendopoli fissa, dotata di tutti i comfort, nell'Akakus, il deserto del Sud-Ovest.

 

Veduta di Tripoli, dal sito Libyaonline

Dov'è Tripoli?
Semplice, basta entrare in questo sito per avere, di 2.612 località libiche, le informazioni geografiche, il clima, la latitudine e longitudine, e la localizzazione sulla mappa.

Dal tour fotografico su
Leptis Magna

Le città archeologiche
Il sito del museo virtuale dedicato a Leptis Magna, realizzato dal Professor Hafed Walda del Kings College London, il ricercatore che partecipò agli scavi sin dal 1994. Leptis Magna è una delle più importanti città romane del Nord Africa, in Tripolitania. La campagna archeologica cui partecipò Walda fu organizzata dalla Society for Libyan Studies, con l'apporto di ricercatori inglesi e del Leptis Museum. Poiché per molto tempo è stato realmente difficile anche per gli accademici entrare nel paese e visitare gli scavi, questo sito è stato realizzato per ampliare le possibilità di studio e ricerca nella comunità archeologica internazionale, e partecipare virtualmente al procedere dei lavori. Il sito dunque è costantemente aggiornato.

Per visitare i bagni di Adriano a Leptis Magna, attraverso le ricostruzioni elaborate con il computer. Immagini molto affascinanti, accompagnate anche da una analisi delle problematiche tecniche. Per cyber archeologi amanti della Libia.

 

Sul bordo del mercato la stradina dei fabbri. Battono su dischi di rame con regolarità assordante, aggiustano pentole, teiere, forgiano quei bellissimi pinnacoli: due o tre sfere una sull'altra e per ultimo lo spicchio di luna, visibile anche da lontano, in cima alle moschee.
Nei caffé del Souk vedi solo uomini, nei bar del centro ragazzi e ragazze, famiglie, uomini e donne, stanno insieme. Perché il mondo maschile è ancor ben separato da quello femminile, a ciascuno il suo ruolo, il senso profondo della famiglia li unisce tutti e due.

A pochi passi da qui, vicino al consolato inglese, un'antica moschea di inenarrabile bellezza apre le sue porte (e fuori tante scarpette di fedeli). Dalla sua balconata si può guardare di sotto. Nella luce ambrata della preghiera, lampadari finissimi e tappeti. Antichi scricchiolii, intarsi e stucchi, continuamente ripresi, restaurati dagli artigiani man mano che le decorazioni si vanno corrompendo. Fuori di qui: cielo azzurro - un arco romano - due palme, una cartolina insomma, in un quartiere troppo bello, ma lasciato andare. Sarebbe un colpo da maestri restaurarlo tutto, tirar fuori qualche piccolo albergo, qualche bottega artigiana, un museino. Per la gioia del locale e del turista.

Le principali vie di Tripoli partono tutte dalla piazza Verde, la piazza delle decisioni gheddafiane, degli assembramenti politici, spaziosa e assolata. Possenti architetture d'epoca fascista, italiane, creano la prospettiva per lunghi tratti di queste strade dritte, disegnano piazze dal forte chiaroscuro.

 

Segue...

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