Gianni Guadalupi (cura)
Orienti
Viaggiatori scrittori dell'Ottocento
Feltrinelli 1989

 
La Presentazione dell'Editore

Nell'Ottocento l'immenso e scricchiolante Impero Ottomano, ancora esteso dall'Adriatico all'Eufrate e dal Danubio all'inesplorato Sudan, si trasformò da spauracchio dell'Europa in una sorta di multiforme Disneyland levantina che esercitava una fascinazione irresistibile. Il viaggio in Oriente sostituì allora il settecentesco Gran Tour in Italia come degno coronamento dell'educazione di un gentiluomo. Francesi, imglesi, tedeschi, italiani, vi convennero in cerca delle lussurie di una dolce torpida decadenza, dei resti della classicità sparsi tra i minareti, dei luoghi santi del cristianesimo governati da ospitali pascià, dei dubbi incanti dei deserti e delle favoleggiate odalische. Alcuni audaci si spinsero in cerca di emozioni più forti fra i monti dell'Armenia e di Circassia, scesero le rapide dell'Eufrate, entrarono travestiti alla Mecca, attraversarono le infinite sabbie d'Arabia, scoprirono le rovine di Babilonia.
Rivivono in questo libro i miti, le illusioni, i miraggi, i misteri e i piaceri di quegli Orienti favolosi usciti dalle pagine delle Mille e Una Notte.

Gianni Guadalupi, nato nel '43, è esperto di viaggi reali e immaginari. Ha pubblicato vari libri. Dirige per Ricci la collana "Guide Impossibili".

Il contenuto della sezione egiziana viene così presentato da Guadalupi:

Fu la riscoperta dell'Egitto in seguito alla spedizione napoleonica a scatenare la voga del viaggio in Oriente. Per tutto il secolo, la terra dei faraoni e dei mamelucchi rimase la meta prediletta, il vero paese delle Mille e Una Notte.
Incantesimi piramidali e nilotici facevano da cornice a una dolce vita che ammaliava l'europeo; singhiozzi soffocati di nostalgia trapelano dalle pagine di tutti i reduci dall'esperienza egiziana. Al caos lussurioso del Cairo inneggiano qui Schuré e Nerval, mentre il poetico Chevrillon si esibisce in un pezzo di bravura pittorica, in una specie di sonata coloristica sugli impalpabili fascini del Nilo.

Orienti è comunque una lettura affascinante, al di là dei brani di Schuré, Nerval e Chevrillon.
Degli autori citati, forse non tutti sanno che

Edouard Schuré (1841-1929) fu non solo un entusiasta propagandista del wagnerismo in Francia, ma anche un fervente sostenitore dell'esoterismo, le cui radici andò a cercare in Egitto e dintorni. Il suo Sanctuaires d'Orient (1898) è un misto tra il diario di viaggio e l'itinerario iniziatico: Ex Oriente lux!



Nell'harem, durante l'attesa, ventagli, caffè e narghilé

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