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una rivista africana
E' pubblicata a Parigi. Le immagini, le storie, gli autori,
arrivano dall'Africa. Qualche volta da quartieri africani di metropoli occidentali.
Revue Noire è una splendida rivista
di arte africana (questa è la nostra opinione, ma ci sentiamo sicuri).
Pittura, scultura, cinema, architettura, fotografia.
Le immagini che appaiono in queste pagine sono tratte da due numeri usciti
nel 1999, uno dedicato all'architettura africana, l'altro a due paesi:
Il Togo e il Ghana.
Scopriamo progetti urbanistici mai realizzati (una Lagos di Krikko, architetto
nigeriano, disegnata nel 1987) e reportage fotografici sulla vita quotidiana
di famiglie del Cameroun.

Leggiamo storie del colonialismo europeo.
Glélé, re del Dahomey, morì il 29 dicembre del
1898. Suo figlio Béhazin salì al trono e preparò
un esercito per combattere i colonialisti francesi. Attaccò Cotonou,
prese in ostaggio molti francesi e li portò a Abomey per trattare
con il governo coloniale. Ottenne una tregua, nell'ottobre del 1899. I
francesi usufruirono del periodo di armistizio per preparare un'offensiva.
Nel novembre delllo stesso anno attaccarono e distrussero l'esercito di
Béhazin, entrando in Abomey, la capitale del regno. Il re si ritirò
nei territori più a nord ma nel gennaio del 1894 fu catturato e
condotto dai francesi nelle prigioni della Martinica. Abomey, che era
una città di 60 mila abitanti, si ridusse a 10 mila. Oggi ne conta
35 mila.
C'erano studi fotografici, negli anni cinquanta, in Africa.
Lo Studio Dégbava, a Lomé, ha fotografato battesimi, matrimoni,
feste d'ogni genere, funerali. E, naturalmente, personaggi importanti
della vita politica e sociale.
Vecchie
e grandi fotografie sbiadite sono ancora conservate dalle famiglie africane.
In esse sono riprodotte le facce di parenti degli anni venti, gente con
nonni - e forse anche padri - caricati sulle ultime navi negriere.
Revue NOIRE percorre l'arte africana contemporanea,
strana miscela di segni che provengono dalle antiche tradizioni locali
come dalle ricerche formali dell'arte europea e americana degli ultimi
cinquant'anni. Non aspettiamoci molteplici variazioni sul tema della maschera
di legno con grandi occhi e labbra (archetipo che, fra l'altro, influenzò
non poco l'arte occidentale degli anni venti e trenta). Se il legno è
certamente un materiale maneggiato con grande confidenza, l'intera gamma
dei materiali contemporanei è ampiamente utilizzata.
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Del resto, molti degli artisti hanno studiato
in Accademie europee e vivono i due territori (che non sono solo geografici):
uno studio a Berlino, Londra o Bruxelles, uno in Togo, Zaire o Botswana,
alla ricerca costante di linguaggi che esprimano radici africane e decine
di altre culture, quelle assimilate dai paesi che nella conferenza di
Berlino del 1884 decisero come spartirsi l'Africa.
Amano le loro tradizioni, gli artisti africani, ma sembrano fortemente
attratti dal desiderio di esprimersi senza confini.
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Revue NOIRE
è acquistabile presso
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Corso di Porta
Ticinese 46, 20123
tel. 02 58101310
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