
Alina
Marazzi
Dopo
aver lavorato ad alcuni documetari televisivi a sfondo
sociale, è stata aiuto-regista di Giuseppe Piccioni
nei film Fuori dal mondo e Luce dei miei occhi.
Un'ora
sola
è prodotto da VENERDI' ed è stato trasmesso
da Telepiù e televisione Svizzera Italiana,
che sono anche coproduttori.
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Presentato al
festival di Locarno nel 2002, il film-documentario di Alina Marazzi
circola da ormai un anno, in Italia e all'estero, raccogliendo elogi
dalla critica e commosse reazioni dal pubblico.
Ne parliamo anche noi perché in quest'operazione di recupero
di una memoria personale e insieme collettiva c'è anche un
uso particolare dei media, passando dalle pellicole in 16 mm recuperate
negli armadi, alle moderne tecniche di montaggio, a Internet.
Alina cuce insieme un tessuto che è dei più fragili
e delicati; un tessuto che ogni volta che si lacera provoca dolore,
perché le emozioni fanno parte della sua trama. Va quindi
trattato con estrema attenzione, con dita sapienti che sappiano
restaurare un pizzo antico, e lei ci riesce con ammirevole equilibrio.
Tratteniamo il fiato ogni volta che sfiora un punto più corroso,
temendo di vederla cadere - e noi con lei - nel sentimentalismo
e nell'angoscia. E invece alla fine usciamo dalla sala con un senso
di leggerezza, dopo aver accompagnato questa giovane donna - sua
madre - attraverso una malattia esistenziale che la porterà
alla morte. Lo sappiamo fin dall'inizio, eppure nel film non si
vede, anche se è lì, inevitabile come nella realtà.

Liseli
Marazzi Hoepli
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Nelle prime
sequenze sentiamo la sua voce scherzosa che gioca con i figli, la
vediamo il giorno delle nozze e quel suo sguardo lontano, che sembra
presagire passato e futuro e che ci accompagnerà in tutto
il film, ci fa fare un salto indietro nel tempo, alle immagini del
corteggiamento dei suoi genitori, negli anni venti.
Siamo in una ricca famiglia borghese, quella dell'editore Ulrico
Hoepli. Certo, nel 1926 non tutti potevano permettersi una cinepresa,
né auto eleganti e vacanze al mare e in montagna. Anche la
memoria, viene da pensare, è un lusso che appartiene ai ricchi.
Nella stessa epoca i poveri avevano al massimo una fotografia in
posa del giorno delle nozze e i loro figli e nipoti non avevano
né abiti d'epoca da conservare né case in cui si potessero
accumulare i ricordi.
Il
sito Internet
Recensioni
e interviste nella sezione Stampa
Dopo
un'ultima proiezione a Milano, Museo del Cinema, Palazzo
Dugnani, il 28 marzo 2003 alle ore 16 e 17, il filmato andrà
a Parigi e a Dortmund. Per i prossimi appuntamenti, consultare
il Calendario
delle proiezioni
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Come in un buon
romanzo, è importante la cornice in cui si svolge perché
lo spettatore possa partecipare anche a un mondo che non gli appartiene.
Ed è importante per capire la storia di Liseli, la protagonista,
che da questo ambiente si sente schiacciata, come se si sentisse
sempre inadeguata rispetto ai modelli con cui è cresciuta:
la madre, una madre perfetta mentre lei si sente incapace nei confronti
dei figli, un padre troppo autorevole ed esigente, e perfino l'amore
fra i suoi genitori, nonostante lei stessa viva una vera storia
d'amore che l'accompagnerà fino alla fine. E anche i soldi,
che le verranno rinfacciati nel momento in cui serviranno a pagare
le case di cura per una malattia che è difficile accettare
come tale, soprattutto in quel periodo a cavallo fra gli anni sessanta
e settanta.
segue
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