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Un
riepilogo delle avventure
di Anne Bonny e Mary Read.

Ma
la vita piratesca attrasse anche donne d'altri lidi: Cheng
I Sao, moglie di Cheng I, uno tra i più grandi pirati
di tutti i tempi nei mari attorno alla costa meridionale cinese.
Quando nel 1807 il marito morì, Cheng I Sao non si tirò
indietro e organizzò una comunità di cinquantamila
pirati!
La
regina dei pirati per gli irlandesi rimane Grace
O'Malley (1530-1603), che si mormora abbia incontrato la regina
Elisabetta I.
Entrate
sottocoperta ed esplorate la cabina della pirata
Dorianne!
L'avventurosa
vita di Hannah
Snell e una ballata che racconta le vicende di Mary
Anne Talbot.
Il
libro dedicato alla storia di Mary
Patten.

Anche
Mary
Ann Hathaway Tripp (1810-1906) seguì il marito su un
mercantile che praticava le acque dei mari della Cina. Tra il 1833
e il 1845 Mary circumnavigò tre volte il globo.
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Quando
si pensa alla vita per mare e sulle navi, si evoca per lo più
un mondo maschile fatto di marinai, capitani, pirati e balenieri.
In genere si pensa alle donne sulla terra ferma in attesa del ritorno
del proprio compagno.
Ma
la donna ha una storia propria con il mare ed è molto più
articolata di quanto ci si aspetti. Partire per mare nei secoli
passati anche per le donne poteva costituire una fonte di sostentamento
o poteva significare vivere vicino all'uomo amato. Ma
sicuramente per qualche donna il mare fu anche una passione e un'avventura.
Nel
1724 il Capitano Charles Johnson scrive il suo trattato sulla pirateria
A general history of the robberies and murders of the most notorius
pirates e tra i pirati più famosi campeggiano le figure
di Anne Bonny, poi personaggio della letteratura inglese per l'infanzia,
e Mary Read. Anne Bonny, di
origine irlandese, ebbe vita avventurosa e vagabonda nel Nuovo Mondo,
ora a fianco del famoso bucaniere Calico Jack ora con l'amico Pierre
Bosket.
Quando la nave sulla quale lavorava Mary
Read (Mark Read, dato il travestimento maschile) fu catturata
da Calico Jack e da Anne Bonny, Mary accettò di unirsi alla
truppa dei vincitori e finalmente conobbe Anne, di cui si innamorò.
Le
pirate non furono le sole donne ad avere accesso ai vascelli. Ma
dato che nessun capitano avrebbe dato lavoro a un marinaio donna,
non rimaneva che travestirsi e vivere da uomo in mezzo agli altri
uomini.
Hannah Snell riuscì a
mantenere segreta la propria identità per circa due anni,
trascorsi al servizio della Marina britannica. Poi, il 2 giugno
1750, un marinaio di primo pelo l'"accusò" d'essere
una donna. Vistasi scoperta, Hannah Snell tentò il colpo
grosso: si recò dal Duca di Cumberland, massima autorità
della Marina inglese, per ottenere una pensione, dato che aveva
combattuto ed era stata ferita nella battaglia di Pondicherry. Il
Duca gliela accordò. Non solo, ma non appena la stampa inglese
diede risonanza al suo insolito caso, Hannah vendette a caro prezzo
la propria storia all'editore londinese Robert Walker.
Anche Mary Anne Talbot entrò
in marina sotto mentite spoglie. E' lei il marinaio John Taylor
imbarcatosi sulla Brunswick a Portsmouth e ferito durante
l'attacco di circa quattro ore alla nave francese Vengeur il
Glorious First of June del 1794.
Questi
casi aprirono la via alla presenza stabile di donne a bordo delle
navi.
Alcune
donne seguirono i mariti per mare e tra queste alcune mogli di capitani
si distinsero per le loro abilità di navigatrici e, in alcuni
casi, dovettero prendere interamente in carico la nave e l'equipaggio.
Tra questi il caso di Mary Patten
fu clamoroso: quando il Neptune's Car, partita da New York,
giunse a Capo Horn, il capitano Joshua Patten s'ammalò gravemente
e la moglie lo sostituì al comando, contrastando abilmente
l'equipaggio sulla strada dell'ammutinamento, guidando la nave fino
a San Francisco, accudendo il marito e
partorendo un figlio!
Era il 1856 e Mary Patten aveva 19 anni.
Segue
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