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... Musica, Maestro!





 








 

Nilla Pizzi

 

 

Nel 1938 il Minculpop, il ministero fascista della propaganda, indusse l'Eiar a formare due orchestre stabili, per far fronte alla grande popolarità dei programmi da ballo che venivano trasmessi con successo da Radio Londra. Le direzioni delle due orchestre furono affidate rispettivamente ad Angelini e a Pippo Barzizza.

Durante la seconda guerra mondiale Cinico Angelini non si sentì né camerata né fiero di contribuire con le sue esecuzioni al successo delle trasmissioni musicali dell'Eiar; rimpiangendo il passato, pensò che era stata "una follia abbandonare le sale da ballo per trasmettere in asettiche stanze", quali gli auditori radiofonici del tempo, rinunciando così al calore del pubblico.

Pur di non confinarsi unicamente alla radio, pose delle condizioni impossibili per l'epoca fascista: voleva scegliere personalmente tutte le canzoni da eseguire, senza limitazioni per le canzoni straniere, soprattutto quelle americane.
Queste condizioni vennero tutte accettate.

"…Siccome nicchiava ancora, gli fecero notare che era ancora senza tessera del fascio, e che la faccenda era assai pericolosa in un momento in cui stava nascendo l'asse Roma-Berlino. Per quanto a malincuore, Angelini diede l'addio alla sala Gay e si mise a suonare solo per la radio."

Ben presto Angelini dimenticò le sale da ballo e si appassionò al mondo della radio. La sua passione per la scoperta di nuovi cantanti e l'amichevole rivalità con Barzizza fecero di lui un divo a tutti gli effetti. L'Italia si divideva tra Barziziani e Angeliniani: erano popolari come dei calciatori, anche se nessuno conosceva i loro volti. Grazie ad Angelini divennero famosi cantanti come il Trio lescano, Nuccia Natali, Alberto Rabagliati e Michele Montanari.

Sandra, Giuditta e Caterinetta Lescano.


Nel 1949 la Rai (che aveva sostituito l'Eiar) riprese a trasmettere, dopo una breve pausa, i programmi musicali in diretta. I cantanti non erano più quelli di una volta e anche le abitudini degli italiani stavano mutando: si ballava il boogie, si guardavano i nuovi film di Hollywood.

Angelini assisteva a questo cambiamento senza disperarsi, dedicandosi alla scoperta di nuovi cantanti.
Fu il Festival di Sanremo che diede una nuova luce al maestro. Per quattro anni, dal 1951 al 1954, Cinico Angelini fu animatore unico del festival, trasmesso in diretta radiofonica dal Casinò della città dei fiori. Poi i grandi successi conseguiti da Nilla Pizzi, Achille Togliani, Carla Boni e Gino Latilla fecero sì che i riflettori fossero tutti per i cantanti, offuscando la celebrità del Maestro.

Negli anni successivi Angelini si adoperò unicamente alla direzione orchestrale, fino a vincere il Festival Internazionale per Orchestre di Venezia nel 1955. Tornò successivamente a Sanremo per dirigere l'orchestra del Festival negli anni '60 e fece alcune collaborazioni televisive, prima di spegnersi a Roma nel 1983. La RAi gli dedicò uno speciale commemorativo e a presentarlo venne chiamato l'ottantenne Nunzio Filogamo; fu la sua ultima apparizione in pubblico.