|
Nell'archivio
fotografico di Giuseppe
Palmas, due foto del Maestro Angelini, degli anni 1955-60
Nel
sito del Museo
della Canzone, una pagina dedicata al Maestro Angelini e al
Trio lescano
La
Storia
della RAI
Nel sito di
Radio
RAI, un omaggio a Pippo Barzizza nel centario della nascita;
troverete alcune registrazioni, fra cui una in cui Nunzio Filogamo
parla della presunta rivalità fra Barzizza e Angelini, sfatando
un luogo comune.
|
|
A
vent'anni dalla scomparsa, ricordiamo una figura
della musica leggera italiana oggi poco conosciuta, ma che ai
suoi tempi fu una vera celebrità: il Maestro Cinico Angelini.
La sua storia è anche quella degli inizi della RAI
e degli esordi del Festival di Sanremo...
Negli
anni venti, la borghesia italiana amava passare i pomeriggi domenicali
ai 'concertini', concerti eseguiti da piccole orchestre nelle sale
da tè e nei caffè delle grandi città. Angelo
Cinico iniziò la sua carriera proprio in questi concertini.
Arrivato a Torino alla fine della prima guerra mondiale, da Crescentino,
piccolo paese in provincia di Vercelli, il diciannovenne Cinico
esordì come primo violino in un'orchestrina.
Cinico dimostrò ben presto una volontà innovativa
e un carattere forte, tanto che avrebbe voluto far cambiare repertorio
alla sua orchestrina, portandola ad eseguire 'musica leggera': mazurke,
tanghi valzer e blues. Fu così che formò la sua prima
band: la Perroquet Royal Band.
Col passar del tempo il fenomeno dei concertini tramontò
e nei caffè si affacciarono musiche di oltre oceano.
Nel 1925, La Perroquet Royal Band salpò per Caracas. L'esperienza
venezuelana si rivelò presto un successo: i dancing di Caracas
erano infatti saturi di musica nordamericana e i nostri connazionali
all'estero rimpiangevano le melodie e i ritmi mediterranei, allegri
o maliconconici, pieni di cuore/amore. Rimasero quattro anni in
Venezuela e quando tornarono Italia portarono con loro le esperienze
fatte con le orchestre americane e con un mezzo ancora semisconosciuto
in Italia: la radio.
Angelo
divenne Cinico Angelini e cominciò a fare la spola tra Milano
e Torino, esibendosi nelle sale da ballo: a Torino, in una sala
del centro, la sala "Gay" e a Milano, all'ombra della
Madonnina, alla sala Odeon. Erano locali borghesi da "gente
per bene", aperti dalle quattro del pomeriggio a notte inoltrata.
Angelini dirigeva instancabile anche 9 ore al giorno.
Nel 1930 formò la prima orchestra all'americana con fiati,
contrabbasso, batteria e pianoforte. Fu il primo a inserire in un'orchestra
la figura del cantante: fino a quel momento, infatti, chi cantava
era uno dei musicisti. Il capostipite dei cantanti fu Vittorio Belleli.
Proprio Belleli e l'orchestra di Cinico Angelini furono il frutto
del primo esperimento di diretta radiofonica da parte dell'EIAR
(la Rai di allora):
"...arrivarono
dei tecnici vestiti di bianco in sala Gay e, misteriosi e seri
come stregoni, sistemarono in cima ad un altissimo tubo un microfono.
La tecnica era primordiale, il microfono doveva stare così
in alto per poter raccogliere uniformemente i suoni di tutta l'orchestra.
Il problema era far arrivare lassù la voce di Belleli,
senza che gli strumenti la soffocassero. Lo risolsero facendolo
salire su una scala a libretto, di quelle che usano i tappezzieri.
Alla base della scala misero a difesa un semicerchio di sedie,
per evitare che le coppie di ballerini mandassero a il cantante
a gambe all'aria in piena trasmissione. Così finalmente,
una sera, la voce indimenticabile di Marisa Boncompagni, la prima
annunciatrice della radio, poté pronunciare la frase fatidica:
<<
Stazioni di Milano, Torino
e Genova. Dalla sala Gay di Torino trasmettiamo un programma di
musica da ballo>>. Per Angelini cominciava
la corsa alla celebrità."
Segue
|