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L'imprenditoria femminile

L'andamento che si riscontra nell'imprenditoria femminile italiana può considerarsi del tutto simile ai trend di genere che investono il più generale mercato del lavoro. Da un lato constatiamo una sempre maggiore presenza femminile nell'imprenditorialità e nelle libere professioni (quindi in qui ruoli dirigenziali o autonomi prima di appannaggio maschile) ma, allo stesso tempo, riscontriamo ancora un certo ritardo dalle evoluzioni che caratterizzano i più importanti paesi industrializzati.
Le cause di questo ritardo possono essere riassunte nelle tre seguenti considerazioni:

  • la prima, di ordine meramente quantitativo e statistico, è rappresentato dalla
    "correlazione positiva tra bassa partecipazione femminile al lavoro in Italia e minore imprenditorialità delle donne";
  • la seconda, più qualitativa e riconducibile agli aspetti socio-antropologici della nostra società, consiste nelle differenti specificità dei percorsi imprenditoriali tra uomini e donne, influenzando in modo diverso le motivazioni all'intraprendere attività autonome;
  • infine, non può essere dimenticato un aspetto strutturale caratterizzato dalla scarsità di azioni innovative proposte dalla politiche pubbliche e rivolte al sostegno ed allo sviluppo dell'imprenditoria femminile; scarsità accompagnata spesso da grandi divergenze "rispetto ad altre realtà nazionali e non sempre adeguate alle reali necessità delle imprenditrici e degli attori sociali coinvolti".

Ciò non significa che non vi sia stata una rapida integrazione femminile nel mercato del lavoro, in generale, e nell'imprenditoria, in particolare. In quest'ultimo campo, le donne hanno acquisto una centralità nuova; più degli anni passati ricoprono ruoli dirigenziali, la loro presenza è tendenzialmente in aumento, pur rimanendo fermo il fatto che tali andamenti siano ancora troppo fortemente influenzati da diverse variabili, quali le dimensioni aziendali, il settore di attività e la localizzazione territoriale dell'impresa.
In linea del tutto indicativa, infatti, si riscontra che:

  • la presenza femminile nell'imprenditoria privata cresce al diminuire della grandezza dell'impresa;
  • vi sono ancora settori tipicamente maschili ed altri prevalentemente femminili (come il comparto dei servizi alle persone);
  • la presenza femminile nelle cariche dirigenziali al Nord è, in termini assoluti, maggiori di quella che si riscontra al Sud.

Un'altra considerazione generale consiste nella pluralità dei ruoli ricoperte dalla donne in ambiti dirigenziali. Spesso le donne ricoprono più di una carica sebbene nelle imprese di maggiore dimensione la mansione ricoperta è generalmente quella di socio, piuttosto che di titolare. È comunque evidente che la partecipazione delle donne alla vita imprenditoriale del nostro Paese sia costantemente in aumento pur rilevando precise dinamiche chedimostrano un tendenziale aggiustamento delle presenza femminile in ruoli storicamente ricoperti dalla sola componente maschile.

da: Studio di imprese di successo "al femminile" e storie di vita delle imprenditrici
a cura di IRS psc a.r.l.
http://www.romaeconomia.it/files/donne.php