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C'è
tempo sino al 8 ottobre 2003
per partecipare al concorso Che impresa!
organizzato dalla Provincia di Arezzo e Regione Toscana, per dare
spazio a registi e produttori che vogliano impegnarsi nella rappresentazione
delle realtà imprenditoriali che aprono al sociale.
Tre le sezioni del concorso:
- Le imprese delle donne,
per corti che raccontano il legame esistente tra impresa al femminile
e nuova idea di sviluppo, con l'obiettivo di riconoscere (o non
riconoscere!) uno stile imprenditoriale "differente".
- Impresa responsabile, per
far conoscere le imprese che mettono al centro dei loro interessi
le risorse umane e l'ambiente.
- Impresa per la tradizione,
per quegli short-movie che faranno conoscere azioni di tutela
e recupero delle tradizioni artigianali, nell'ottica di incentivare
nuove forme di economia.
In
palio 4.000 Euro, che andranno
a premiare i corti (durata massima di 10 minuti) che si propongono
di cercare e riconoscere tutte quelle "imprese da oscar"
che sono vicine a noi. Le "imprese" possono essere attività
economiche o azioni di soggetti e associazioni no- profit, che
operano per una nuova forma di sviluppo, che riesce a coniugare
mercato ed etica, mettendo al centro la vita delle persone. Sono
"imprese" che applicano il concetto di pari opportunità
in senso lato, tra donne e uomini, persone con handicap, emarginati.
Significativa
l'attenzione all'imprenditoria femminile, che conosce in questi
anni una indubbia vitalità, ma stenta ancora ad essere
riconosciuta come una risorsa "fondante" dello sviluppo
del nostro paese. Sull'argomento si può leggere l'interessante
ricerca Studio di
imprese di successo "al femminile" e storie di vita
delle imprenditrici, che può dare utili
spunti anche a registe e registi che vogliono partecipare al concorso.
La
giuria (non ancora definitiva)
del concorso nazionale per cortometraggi "Che Impresa!"
è composta da esperti di cinema e del mondo della comunicazione,
ma anche da imprenditori e rappresentanti istituzionali.
Ne
fanno parte:
Francesca Comencini (regista), Luciano Aiazzi (responsabile di
Toscana Film Commission),
Sandra Bonsanti (presidente Giustizia e Libertà), Vera
Butali (imprenditrice), Claudia Galimberti (giornalista), Patrizia
Marin (Presidente Commissione Pari Opportunità Regione
Veneto), Italo Moscati (docente universitario, regista), Vanda
Pandoli Ferrero (Presidente nazionale AIDDA), Marina Piazza (Presidente
Commissione Nazionale Pari Opportunità), Carlo Pizzati
(direttore editoriale di Virgilio), Mimmina Rachini (imprenditrice),
Rosanna Santonocito (giornalista Il Sole 24 Ore), Luisella
Testa (caporedattore "Maurizio Costanzo Show"), Oliviero
Toscani (esperto di comunicazione, fotografo).
Testimonial dell'iniziativa Giovanna
Mezzogiorno, che spiega così agli ideatori del
progetto il suo interesse per l'iniziativa:
Perché
ha accettato di fare da testimonial a questo concorso?
Perché mi piace l'idea di uno sviluppo etico, migliore
di quello che abbiamo visto finora.
E penso che i giovani autori sapranno sviluppare benissimo queste
tematiche perché ci appartengono. Per la mia generazione
il lavoro deve essere anche una realizzazione di se stessi, e,
per fortuna, nella maggior parte dei casi, non è solo una
necessità. Quindi lavoriamo chiedendoci il perché
delle cose, stando attenti alle conseguenze delle nostre scelte.
Non sono tematiche lontane da quelle trattate
nei suoi film e quindi dalle sue scelte professionali?
No, perché sono temi che riguardano la vita di tutti, che
condizionano il nostro vivere quotidiano. E in fondo sono problemi
che riguardavano anche la protagonista di "La finestra di
fronte" , una donna che, dopo un percorso di crescita personale,
decide di cambiare il suo lavoro assumendosi la responsabilità
delle sue scelte, senza cedere al facile richiamo di un nuovo
principe azzurro al quale affidare la sua vita. Se tutte le persone
avessero la possibilità di essere valorizzate, di vivere
sentendosi rispettate, in un ambiente non degradato, forse scegliere
di seguire le proprie aspirazioni non sarebbe così difficile,
come lo è stato per il personaggio che ho interpretato.
E questo succede soprattutto alle donne
Ma le "imprese da Oscar", tra le altre cose, dovrebbero
sapere quale risorsa sono le donne e valorizzarle, anziché
penalizzarle.
E il film "Ilaria Alpi - Il più
crudele dei giorni", che parla della morte della giornalista
Ilaria Alpi?
E' un film di denuncia, duro, impegnato, che racconta gli ultimi
mesi di vita di una donna che lottava per far emergere una realtà
di corruzione e menzogne nei confronti della popolazione italiana
e somala. Anche Ilaria Alpi aveva una idea di sviluppo che avrebbe
dovuto rispettare le persone, prima di tutto.
Informazioni
e bando su www.cheimpresa.it
Che Impresa!, un progetto
della Provincia di Arezzo e Regione Toscana
Coordinamento generale e ufficio stampa: Beatrice snc
Contatti: Stefania Michelato (347 8198092) e Alessandra Plichero
(339 4188807)
Tel 0444 525292, email: info@beatriceonline.it
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