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La "Posta del Cuore" ai tempi di Internet





 








Brunella in costume da paggio

 

 

Il figlio Massimo in Piazza del Duomo, a Milano. La famiglia Gasperini visse sempre a Milano, mentre la casa di San Mamete, sul Lago di Lugano, era quella dei nonni paterni di Brunella, dove i numerosi nipoti si trovavano in vacanza.

Brunella, la settima a partire da sinistra, in vacanza con la sua numerosa famiglia. La dedica dice
"Affettuoso ricordo al Nonno, San Mamete, 1926"

Brunella fu anche tra le prime a dedicare un'attenzione particolare al mondo dell'adolescenza, chiedendo - e ottenendo - già nel 1965 uno spazio riservato alle giovanissime lettrici, su un giornale destinato per lo più a donne mature. Alla diffusa carenza di educazione sessuale ("si può rimanere incinta per un bacio?"), Brunella risponde con tatto e precisione; dà spazio ai temi del rapporto con i genitori e con la scuola; affronta delicate problematiche riguardanti il denaro: è giusto o meno che una ragazza che lavora e vive in famiglia consegni tutti i suoi guadagni al padre?

C'è poi il tema universale dell'amore - quesiti non diversi da quelli che le adolescenti di oggi pongono su Internet: il primo amore, la differenza di età, la fedeltà coniugale... Forse più indicativi dello stile di Brunella sono due esempi che riguardano dubbi che possono apparire oggi "storicamente archiviati" (sarà poi vero?), ma che negli anni Sessanta, erano largamente diffusi. Il primo è quello che riguarda la verginità, o, come lo pone una lettrice che si firma Ossessione '64-'65, se "rivelare o no al proprio fidanzato e futuro marito di non essere più vergine". Brunella propone un salto ardito per l'epoca, mettendo in discussione anche la sessualità maschile e il concetto stesso di "purezza", che stimolerà un dibattito fecondo fa le lettrici, nel quale interviene anche qualche voce maschile.

Il secondo esempio riguarda una giovane moglie che soffre per il fatto di non avere figli e si sente umiliata all'idea che le altre mogli provino pena per lei. Qui la risposta di Brunella ci sembra particolamente moderna e coraggiosa. Reagendo con "aculei pungenti" alla pietà, le dice, ferisce solo se stessa, e, suggerendole di sopportare la sua pena con umiltà, conclude:

"... un giorno potrà anche accettare, con commozione e senza "vergogna" (ma quale vergogna), l'idea di adottare un bambino e amarlo come se fosse nato da lei."

E ancora, allargando il dibattito a tutte le sue lettrici:

"Ci sono comunque donne che riescono, anche senza figli, a crearsi una vita soddisfacente e piena (ne ho degli esempi davanti). O voi non credete sia possibile? Credete che un matrimonio, una vita, non possano essere felici o sereni, se non ci sono figli?"

Sottovoce come è vissuta, oggi Brunella Gasperini rimane un personaggio di sottofondo nella storia della narrativa e soprattutto in quella del giornalismo italiano, in cui merita un posto almeno alla pari con Colette Rosselli, scrittrice e illustratrice, moglie di Indro Montanelli, che teneva la rubrica Donna Letizia su Grazia.
A eccezione del lavoro citato, non ci sono altre monografie su di lei; la raccolta delle lettere pubblicate su Annabella, iniziata dalla stessa Brunella nel 1975, non è più reperibile ed esiste solo una selezione, pubblicata da Baldini & Castoldi nel 1997, intitolata Più botte che risposte. Sempre la Baldini & Castoldi ha ristampato anche alcuni dei suoi romanzi e racconti, fra il 1997 e il 2000, ma non tutti sono disponibili attualmente.

Pochi anche i siti internet in cui viene citata: una felice eccezione è il lavoro personale di un'ammiratrice, che, pur essendo alle prime armi come conoscenze informatiche, ha sentito l'esigenza di colmare questo vuoto. Il sito è intitolato Una donna e altri animali, come uno dei romanzi della Gasperini.
E' dalle sue pagine che prendiamo quest'ultima citazione, per concludere ricordando Brunella con le parole di una protagonista del giornalismo femminile di quegli anni, Camilla Cederna, che della Gasperini fu amica e ammiratrice.

"Parlare con le donne, come ha fatto per tanti anni nelle sue rubriche, ha confinato per sempre Brunella nella categoria B. E questo è stato il grave errore della critica ufficiale, la costante amarezza della sua vita: quella critica sussiegosa che, salvo pochissime eccezioni, ha accantonato il suo libro "Una donna e altri animali", un bestseller neppure apparso nelle classifiche dei giornali, un ritratto di donna di fronte alle intemperie della vita, un misto di ricordi, dolori, amore per il prossimo e per gli animali (ci sono pagine sugli amati cani, sui suoi compagni gatti, degne di Colette), fiorito di un felicissimo lessico familiare, sorretto da quella vena che non l`ha mai abbandonata, cioè l'ironia condita da altrettanta autoironia."


Brunella - al centro, di spalle - con fratelli e cugini a San Mamete

Il sito della Baldini & Castoldi, dove potete consultare il catalogo per avere l'elenco delle opere pubblicate