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...tra storia e leggenda...





 








La vita del Conte fu ricca di eventi. E' certo che la verità è stata a volte distorta. Su Dracula non mancano degli anedotti. Al contrario di quanto ci si aspetti, non tutti sono ricchi di crudeltà, anzi...

Ma che faccia aveva l'uomo che terrorizzò i suoi nemici e che non conosceva il significato della paura? Vi proponiamo una galleria fotografica

Un sito graficamente curato, con delle belle immagini del castello di Dracula, che mostrano sia l'nterno che l'esterno della residenza. Chissà che non si veda anche il sotterraneo dove Dracula riposava durante il giorno...

Un ritratto di Vlad III

La Romania ricorda il Conte Vlad più per il suo valore militare e la sua importanza storica, e in molti lo considerano un eroe nazionale. Ma, nell'occidente, la storia sembra averlo affidato alla leggenda.
La prima immagine che ci viene in mente è quella di un uomo pallido, con gli occhi cerchiati di rosso, i canini appuntiti. Impossibile vederlo di giorno: egli infatti non sopporta la luce. Dracula è un non morto, sostenuto dal diavolo. Proprio il Diavolo sembra essere il primo elemento della leggenda di Vlad. Per capire un po' meglio il rapporto tra il maligno e il conte è bene ricordare l'origine del nome Dracula.

Il simbolo della
famiglia Dracula

Nel 1431 Vlad II, padre dell'impalatore, ricevette da Sigismondo di Lussemburgo, re d'Ungheria, di Germania e dei Romani e signore di Transilvania, un medaglione d'oro con inciso un drago, e fu così investito del Sacro Ordine del Drago, un'organizzazione semi-monastica, fondata dallo stesso Sigismondo, con il compito di difendere la cristianità del Sacro Romano Impero dalle continue minacce della potenza ottomana. Il Drago divenne anche il simbolo impresso sulle monete coniate da Vlad II.

La tomba aperta nel 1931

Ma a volte, si sa, la pronuncia delle parole può giocare brutti scherzi. Non ci è dato sapere se per caso o volutamente il padre del famoso vampiro fu conosciuto come Vlad Dracul (Vlad il Diavolo) invece di Vlad Dragonul (Vlad il Drago). Il nome Dracul fu mantenuto anche dall'impalatore, e la sua crudeltà accrebbe ancora di più l'idea che Vlad III fosse ispirato dal Demonio. In molti, poi, sostenevano che Dracula bevesse il sangue delle proprie vittime.
Vlad III fece il suo definitivo ingresso nella leggenda quando, nel 1931, la sua tomba venne aperta, rivelando lo scheletro di un cavallo. A quel punto le voci di coloro che giuravano di averlo visto aggirarsi in Transilvania dopo la sua morte sembrarono trovare conferma.

 

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