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Conte Vlad III di Valacchia: storia di un vampiro in carne e ossa

di Gianluca Marras





 








"Dracula", di Bram Stoker, è un bel libr, da leggere magari davanti a un fuoco scoppiettante, nella penombra di una sera invernale. Ma chi non ama le atmosfere gotiche, può leggerlo anche On-line

Un piccolo tour alla scoperta di Dracula

L'albero genealogico di Vlad l'impalatore

Poco più di un anno fa era stata annunciata la costruzione del Parco di Dracula, una sorta di Euro Disney, basato sulla storia del famoso vampiro. Il luogo prescelto era Sighisoara in Transilvania, dove nacque il conte Vlad III, noto a molti semplicemente come Dracula. Sorgono ora i primi motivi di disaccordo tra gli ideatori del parco e l'UNESCO, che non vorrebbe vedere deturpato un luogo dove lo spirito della storia, e in particolare di quella medievale, è ancora vivo.

La copertina del libro di Bram Stoker pubblicato nel 1897

L'idea del parco conferma quanto Dracula sia ormai entrato a far parte della storia, ma soprattutto del mito. Certo, l'immagine di grandi strutture moderne, con immensi fiumi di sangue finto e pipistrelli appesi a un filo sembrano in netto contrasto con la realtà storica del personaggio.

Dracula divenne celebre grazie al romanzo omonimo di Bram Stoker. Anni di studi hanno portato a conoscere il personaggio che diede ispirazione allo scrittore: il Conte Vlad III, che visse realmente in Romania nel 15° secolo.

La casa di Sighisoara dove Dracula nacque
Per l'esattezza nacque nel 1431 a Sighisoara e la sua vita fu strettamente legata alle vicende reali. Suo padre infatti era il Principe di Valacchia, zona della Romania che vide come regnante il famoso Dracula per ben tre volte. La storia del Conte e della sua famiglia alterna fughe, ascese al trono, battaglie, tradimenti, alleanze, vittorie e sconfitte a un ritmo vertiginoso, ma uno dei punti fermi della sua vita fu la crudeltà. Già quando era ospite della corte turca, aveva dato prova di assoluta freddezza. Fu sorpreso dal sultano mentre "si intratteneva" con una delle sue concubine. Questa venne fatta squartare viva davanti al giovane Vlad, che rimase assolutamente impassibile.
Quando riuscì a salire al trono di Valacchia, lo fece per mezzo di una violenza inaudita, appresa proprio durante il soggiorno turco.

Fu soprannominato Tepes, che in rumeno significa l'impalatore. Pare infatti che il suo modo preferito per uccidere nemici e sudditi disubbidienti fosse quello di impalarli vivi.
Quando, per difendere la cristianità, dovette respingere l'esercito turco, Vlad fece trovare all'esercito nemico lungo il cammino circa 8.000 persone impalate. Questo bastò a scoraggiare i soldati, che preferirono una sicura ritirata.
Ma gli aneddoti che riguardano le torture inflitte da Dracula sono numerosi.

Un'antica raffigurazione del Conte Vlad III che banchetta tra i corpi impalati
Si narra, ad esempio, che "una volta, Dracula stava banchettando contornato dalle vittime che fece impalare dopo un lungo assedio. In quella foresta di cadaveri, Dracula si divertiva e mangiava a quattro palmenti. Un nobile inviato alla sua mensa fece un gesto di disgusto e il principe gli chiese: "Perché fai così?". Il boiaro rispose: "Perché, mio Signore, non riesco a sopportare questo odore di cadaveri". Dracula ordinò che il nobiluomo fosse impalato sul palo più alto e gli disse: "Allora starai là in alto, dove la puzza non potrà raggiungere le tue narici!"."

Su un altro manoscritto si racconta anche che Dracula "invitò a palazzo tutti i poveri del suo regno e dopo averli soccorsi appiccò il fuoco al palazzo dove li aveva riuniti. Morirono così più di duecento persone. ... Fece arrostire alcuni bambini e obbligò le loro madri a mangiarli. Poi tagliò alle sventurate i seni e dopo aver costretto i loro mariti a cibarsene, li impalò."

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