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Samuel Butler: memorie del futuro

  















Anno 1871

Chi è Samuel Butler?

Nasce a Nottingham nel 1835. Si trasferisce in Nuova Zelanda, dove mette su una piccola fortuna grazie all'allevamento di pecore. Durante il soggiorno neo zelandese, scrive diversi articoli, tra cui "Darwin tra le macchine", che costituirà il nucleo centrale di Erewhon, la sua opera più conosciuta. E proprio Darwin diventa oggetto delle critiche di Butler, dopo un periodo di fitta corrispondenza. Erewhon, pubblicato nel 1871, si inserisce nel filone utopistico della letteratura, del quale fanno parte i Viaggi di Gulliver di Swift per esempio, o ancora, sebbene a circa 80 anni di distanza, 1984 di George Orwell. Erewhon, anagramma di Nowhere, è un luogo immaginario, in cui la vita segue un corso completamente differente rispetto a quello conosciuto. Butler racconta la vita del luogo immaginario, paragonandola a quella della sua Inghilterra, dove è in corso una rivoluzione industriale, e quindi dello stile di vita, delle abitudini quotidiane.

"Le macchine servono l'uomo soltanto a patto di essere servite, e pongono loro stesse le condizioni di questo mutuo accordo [...].
Quanti uomini vivono oggi in stato di schiavitù rispetto alle macchine? Quanti trascorrono l'intera vita, dalla culla alla morte, a curare notte e giorno le macchine? Pensate al numero sempre crescente di uomini che esse hanno reso schiavi, o che si dedicano anima e corpo al progresso del regno meccanico: non è evidente che le macchine stanno prendendo il sopravvento su di noi? [...] Non ci sono forse più uomini impegnati a curare le macchine che a curare i propri simili?
"



Queste sono le parole di Samuel Butler, tratte dal suo libro più conosciuto Erewhon, che letto al contrario suona come nowhere, ovvero "nessun posto".

Quest'anno ricorre il centenario della morte dello scrittore inglese. Butler, che visse durante l'età vittoriana, fece parte di quel gruppo di artisti che trattarono dell'utopia, ovvero del mondo ideale, ma inesistente, nowhere appunto.

Se non conoscessimo l'anno di pubblicazione del libro, potremmo pensare che sia un resoconto dell'attuale rapporto tra l'uomo e la tecnologia, e invece Butler sembra quasi aver previsto tutto. L'evoluzione delle macchine, la loro continua ascesa al potere, e anche le conseguenze di una eventuale distruzione di tutta la tecnologia, ovvero la completa regressione dell'uomo, e la sua disperazione.


Un profeta, o semplicemente un attento osservatore del suo tempo? Certamente lo scrittore rimase colpito dall'evoluzione delle macchine, così veloce rispetto a quella della natura.

Approfondimenti:

Butler: la biografia (in inglese)
Il libro Erewhon (in inglese)
un capitolo di Erewhon in italiano: Il libro delle macchine
La satira di Butler (in inglese)
L'utopia (in inglese)

La ricerca dell'utopia (in inglese)
Il Paradiso delle macchine:
" utopia e fantascienza nel regno della regina Vittoria
"

Inoltre si deve considerare che alla fine del 18° secolo l'Inghilterra fu teatro della rivoluzione industriale, che durante il secolo successivo fu ovviamente al centro di un processo evolutivo. In questa realtà, Butler visse e non potè fare a meno di porsi delle domande, che trovarono appunto forma nel suo libro sotto forma di satira.