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Anno
2002
L'Utopia
L'uomo è da sempre alla ricerca del mondo perfetto.
Il luogo ideale varia, in base a ciò che meno ci piace
della realtà circostante. Ipotetici nani o giganti
incontrati da Gulliver nei suoi viaggi sembrano essere esperimenti
di possibili mondi alternativi. Ed Erewhon, di Butler, è
un altro luogo immaginario, in cui i malati vengono incarcerati
e i malviventi vengono portati in ospedale per "guarire",
e dove non ci sono macchine, perché un filosofo disse
che queste avrebbero potuto evolversi e impadronirsi del mondo.
Al fianco dell'Utopia si sviluppa anche l'antiutopia, o utopia
negativa. Mondi immaginari e negativi, luoghi dove paiono
diventare reali tutte le paure dell'uomo. Esempio forse classico
è "1984" di George Orwell, dove il Grande
Fratello controlla tutti, dove non esiste la libertà
di pensiero, dove l'uomo vede negarsi i più elementari
diritti umani.
Ma paure e speranze non possono essere intesi come insoddisfazione?
O forse ancora perplessità? Certo è che a riguardare
indietro nel tempo, opere come Erewhon e 1984, ad esempio,
nascono in momenti di cambiamenti sociali e economici molto
importanti, e quasi segnano un'epoca di incertezza.
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La
tecnologia è al servizio dell'uomo. Ma
è proprio vero?
Qualsiasi attività è ormai regolata dai tempi e
dai modi delle macchine. Si parla di internet, computer e macchine
come se fossero sempre esistite. L'uomo moderno è ancora
affascinato dalla storia, ma il solo pensiero di rimanere senza
elettricità, di fare il bucato a mano, di fare un calcolo
con un foglio e una penna mette i brividi.
E se solo ci si sofferma a riflettere sul nostro rapporto con
la tecnologia, è innegabile che le macchine non siano più
utili, bensì necessarie. Questo significa che il rapporto
uomo - macchina è cambiato. Ma come è cambiato?
Scoperte e invenzioni hanno arrichito l'uomo di nuove conoscenze,
lo hanno messo in grado di migliorare la propria realtà,
di semplificare molte operazioni. Il progressivo
miglioramento delle macchine ha però portato anche a una
netta separazione delle azioni. Alcune sono diventate esclusiva
delle macchine, mentre l'uomo ha, nella maggior parte dei casi,
mantenuto una funzione di mero controllo.
Questo ha portato ad affidare alle macchine quasi tutto il patrimonio
informativo, che in moltissimi casi può essere riprodotto
solo a costo di enormi fatiche. La sudditanza dell'uomo nei confronti
della macchina non è quindi solo psicologica, ma esiste
anche una netta dipendenza dal punto di vista fisico. Un esempio,
forse molto banale ma chiaro, sono gli uffici postali e le banche,
dove non è possibile effettuare nessuna operazione se i
terminali non funzionano.
Sono in molti a criticare la cieca fiducia nelle macchine, e qualcuno
potrebbe addirittura permettersi di dire: "io ve lo avevo
detto"...
Segue
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