a cura di Cristina Martellosio - Elena Rossi


Una vita breve e violenta, un'epopea bruciata nel giro di pochi mesi, sono stati sufficienti a consegnare alla storia Jules Bonnot e la sua banda come "i primi rapinatori in automobile".
Alla tragica figura di Bonnot sono stati dedicati film, libri e ballate. Nel 2001 la casa editrice Feltrinelli ha riproposto un libro di Pino Cacucci - già uscito nel 1994 per Longanesi - che, pur essendo un romanzo, ricostruisce fedelmente la storia attraverso le cronache dell'epoca e i verbali della polizia.
"In ogni caso nessun rimorso": il titolo riprende una delle ultime frasi scritte da Bonnot, assediato in una vecchia cascina di Choisy-le-Roy, alla periferia di Parigi.

Bonnot, scoperto nel suo nascondiglio, uccide l'ispettore Jouin e riesce a fuggire.
Da un sito dedicato alla
Belle Epoque nella stampa illustrata

A fare di Bonnot una figura leggendaria non è solo la sua carriera di rapinatore, per altro breve, che si esaurì in un'unica impresa di un certo rilievo. E' il momento storico in cui visse, a cavallo fra 800 e 900, un'epoca piena di stimoli e di contraddizioni, dove un giovanotto sveglio poteva sprofondare nella miseria più nera e ritrovarsi a quindici anni a lavorare in fonderia, ma anche imparare il mestiere di meccanico e arrivare a fare da autista a Sir Arthur Conan Doyle. E' il suo legame con il movimento anarchico francese, che verrà criminalizzato e decapitato nella violenta repressione che seguirà la caccia alla banda Bonnot. Ma è anche la sua storia personale, uguale a tante altre, a farcelo sentire un uomo normale, che aspira a una serenità famigliare con la moglie e la figlia e riesce a perderle entrambe, che non rinnega le amicizie, nemmeno quando si fanno pericolose.
Cacucci è molto abile a immaginare dialoghi e particolari quotidiani che rendono vivide le scene. Aiutati dalle citazioni del libro, abbiamo cercato anche noi di ricostruire la storia di Jules Bonnot in rete, di condividere le sue passioni e di rintracciare alcuni dei personaggi che compaiono nel romanzo.

Segue



Joe Dassin: La bande à Bonnot


À la Société Générale
Une auto démarra et dans la terreur
La bande à Bonnot mit les voiles
Emportant la sacoche du garçon payeur
Dans la De Dion-Bouton qui cachait les voleurs
Octave comptait les gros billets et les valeurs
Avec Raymond-la-Science les bandits en auto
C'était la bande à Bonnot

Les banques criaient "Misérables!"
Quand s'éloignait le bruit du puissant moteur
Comment rattrapper les coupables
Qui fuyaient à toute allure à trente-cinq à l'heure?
Sur les routes de France, hirondelles et gendarmes
Etaient à leurs trousses, étaient nuit et jour en alarme
En casquette à visière, les bandits en auto
C'était la bande à Bonnot

Mais Bonnot rêvait des palaces
Et du ciel d'azur de Monte-Carlo
En fait il voulait vite se ranger des voitures

Mais un beau matin la police
Encercla la maison de Jules Bonnot
À Choisy, avec ses complices
Qui prenaient dans sa chambre un peu de repos
Tout Paris arriva à pied, en tram et en train
Avec des fusils, des pistolets et des gourdins
Hurlant des balcons, les bandits en auto
C'était la bande à Bonnot

Et menottes aux mains
Tragique destin
Alors pour la dernière course
On mit dans le fourgon la bande à Bonnot

Parole e partiti nel sito di Joe Dassin